Piccole riflessioni sull’esistenza

Ho passato molte notti insonni a causa di certe domande che continuo a pormi nonostante so che non riuscirò mai a trovare una risposta. Sono domande del tipo “Qual è l’origine di tutto?” oppure “Qual è la ragione della nostra esistenza?”, alle quali ovviamente non è possibile rispondere in modo certo, ma per le quali si può formulare solo un’ipotesi, una teoria. Il bello di porsi queste domande è proprio questo: il ragionamento logico che si compie cercando di trovare un senso e un ordine a tutto nonostante la consapevolezza che sia impossibile. L’obiettivo di questo articolo non è quindi quello di trovare una risposta a queste domande, ma di stimolare alla riflessione su un’incredibile serie di eventi, casuali o meno, che hanno portato all’esistenza nostra e di tutto quel che conosciamo sull’universo.

Numerose persone hanno già cercato di rispondere a queste domande nel corso dell’umanità, e molte risposte sono state trovate, ma tutte sono incomplete. Da ogni punto di vista, scientifico o religioso, sono insoddisfacenti. Prendendo come esempio la teoria del Big Bang, esso non è sufficiente a spiegare l’origine dell’universo, perché, pur venendo interpretato come inizio del tempo e delle cose, non risponde all’esigenza di sapere cosa ci fosse prima di esso, che cosa lo avesse originato, e quindi a ogni risposta che si dà sorge un’altra domanda, il che impedisce di trovare una vera risposta. Qualsiasi spiegazione che si può dare sembra assurda: supporre l’origine dell’esistenza è assurdo perché questa dovrebbe essere causata da qualcosa di, in qualche modo, già esistente. E allora da che cosa si è originato tutto? Da cosa veniamo noi? Forse il punto è proprio questo: nulla si è mai originato, tutto è sempre esistito, semplicemente in forme diverse, subendo un numero infinito di trasformazioni (il che sarebbe anche possibile secondo le scoperte scientifiche odierne). È sicuro che siamo ancora lontani, e forse non ci arriveremo mai, dal comprendere come funziona l’universo, come, quando e se è mai nato e se mai morirà, com’è possibile che tutto esista secondo un certo ordine (e perché tende al disordine, ovvero l’entropia) e che segue certe leggi, le leggi della fisica, tutto stabilito da chissà cosa. È molto improbabile che capiremo realmente perché esistiamo, chi ha deciso che noi, nel nostro universo, dovessimo esistere.

Ma non abbiamo ancora discusso su un punto che, seppur possa sembrare ovvio, può risultare fondamentale: cosa vuol dire, veramente esistere?

Noi, da esseri umani, possiamo dire quasi con certezza che esistiamo, che pensando, provando delle sensazioni possiamo affermare che noi, così come qualsiasi cosa possiamo vedere e toccare, esistiamo. Ma da dove nasce questa consapevolezza di esistere? Un giorno, che non ha alcun significato, iniziamo ad esistere, e prendiamo coscienza del fatto che adesso siamo. Dopo miliardi e miliardi di anni di sviluppo e trasformazioni di tutto ciò che esiste siamo arrivati noi, gli esseri viventi, che inspiegabilmente abbiamo la capacità di essere consapevoli della nostra esistenza.

Ma prima di noi, prima che ci fosse alcun essere consapevole della propria esistenza e di quella di tutto il resto, come poteva esistere tutto? Come può qualcosa esistere se niente può affermare che questo esista? Cosa regola l’esistenza di tutto? Forse quello che chiamiamo Universo, che forse è ancora più grande, un organismo autonomo di dimensioni infinite, un’infinità che in quanto tale è incomprensibile alle nostre menti, ed esiste e ha consapevolezza di esistere, chissà in quale incomprensibile modo. E questo grande organismo si trasforma all’infinito, e quelli che noi chiamiamo “inizio” e “fine” sono solo tappe del suo infinito sviluppo, che ha portato alla creazione di noi, che esistiamo e ne siamo consapevoli, e che siamo tutti la stessa cosa perché esistiamo nello stesso grande organismo.

Quindi, non sappiamo perché esistiamo, non sappiamo come e se ha avuto origine l’infinito Universo di cui siamo parte, se è lui a regolare l’esistenza come tale o se c’è qualcosa di ancora più grande. Solo il pensiero di tutto ciò suscita in me un senso di vuoto, di insignificanza, ma anche di grandezza, di infinito, e non lo comprendo.

Cercheremo sempre una risposta a tutte queste domande, e il tempo passerà, e forse noi la troveremo, forse passeremo il resto della nostra esistenza a cercarla, moriremo prima di averla trovata, o crederemo di averla trovata ma non la troveremo mai e daremo la nostra vita alla ricerca di un semplice e deludente 42 (Douglas Adams – Guida Galattica per Autostoppisti)

Giuseppe Gurgone

Lascia un commento