La psicologia è la scienza che studia il nostro benessere e la nostra salute mentale. Il nostro corpo può avere diversi tipi di malesseri che si suddividono in due categorie: la categoria fisica e quella psicologica che sono legate tra di loro perché, come tutti noi sappiamo, alla mancanza del benessere psicologico susseguono, la maggior parte delle volte, uno, o più, malesseri fisici. Per evitare i vari tipi di problemi che sono dovuti alla mancanza della nostra salute mentale (stress, ansia, eccetera…) dobbiamo fare riferimento ad una figura ovvero lo psicologo, che riesce ad aiutarci nel superare tutte le difficoltà in qualsiasi fase della nostra vita. Purtroppo però i giovani, al contrario degli adulti, non riescono a comprendere, ad accettare e, di conseguenza, non comunicano la loro sofferenza in alcune circostanze: per questo credo che la figura dello psicologo a scuola sia assolutamente necessaria per garantire un’adolescenza sicura a tutti gli studenti.

Ma chi è e che cosa fa lo psicologo? Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e della comunità. Si occupa di psicopatologia, ma non solo. L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni (come la scuola, le aziende, ecc.) in particolari momenti critici o di difficoltà.

Ed ora che abbiamo chiarito il concetto di psicologo approfondiamo il significato e la struttura della psicologia: all’interno della psicologia, possiamo tracciare una linea fra la psicologia applicata e la psicologia di base. La psicologia di base, quella che tutti noi conosciamo, studia i processi biologici di base, come la percezione, l’attenzione, la memoria, il linguaggio e l’apprendimento. La psicologia applicata si concentra sullo studio di altre caratteristiche della disciplina che hanno a che vedere con la risoluzione dei problemi. La psicologia applicata si divide in diversi rami, fra cui la psicologia sociale. La psicologia sociale può essere definita come lo studio dell’interazione degli esseri umani, soprattutto in gruppi e situazioni sociali (come le classi), e mette in rilievo l’influenza delle situazioni sociali sulla condotta umana. Più nello specifico, la psicologia sociale si focalizza sullo studio scientifico di come i pensieri, i sentimenti e i comportamenti delle persone subiscano l’influenza della presenza reale, immaginaria o implicita di altre persone. In altre parole, la psicologia sociale studia il comportamento delle persone a livello di gruppo. Cerca di descrivere e spiegare i comportamenti umani riducendoli a variabili psicologiche. In questo modo, la psicologia sociale vuole stabilire delle teorie sui comportamenti umani che servano a predire le condotte prima che si verifichino per poter, così, intervenire. Conoscendo i fattori che promuovono certe condotte, è possibile intervenire su essi e, di conseguenza, cambiarne i comportamenti finali. Le tematiche studiate dalla psicologia sociale sono ampie e varie. Per focalizzarci su alcuni dei temi che ne costituiscono l’oggetto di studio, possiamo citare l’identità. L’identità sociale, o grado in cui le persone di un gruppo si identificano e condividono delle caratteristiche, è uno dei fattori più studiati della psicologia sociale. L’identità sociale determina i comportamenti delle persone. In sostanza, quando una persona si identifica molto con un gruppo, i suoi comportamenti saranno coerenti con le norme e i valori dello stesso. Altri temi di cui psicologia sociale si occupa sono gli stereotipi, sui quali la società di oggi si basa, dai quali derivano i pregiudizi che, spesso e volentieri, sono motivo di discriminazioni: se si parla della popolazione cinese si pensa subito alla loro usanza, ormai quasi svanita, di mangiare i cani oppure se si parla di persone dalla carnagione scura si pensa che siano ladri o, peggio ancora, degli assassini. Anche noi italiani siamo molto soggetti a vari stereotipi o pregiudizi come il gesticolare con le mani mentre si parla, venire etichettati come mafiosi o come coloro che mangiano solo pizza e pasta (e forse quest’ultima è in parte vera). Dal fenomeno della discriminazione, e non solo, molto spesso nasce quello che noi comunemente chiamiamo bullismo e da questo vengono determinati altri vari fattori ma non voglio tirarla per le lunghe. Dunque dopo questa breve spiegazione sulla psicologia sociale possiamo dire che la figura di uno psicologo nelle scuole è fondamentale per prevenire avvenimenti più o meno gravi, soprattutto in questo periodo di COVID che può risultare difficile a tutti.
Ludovica Buonauguro
