Oggi vi parlerò di uno dei miei anime preferiti: “Nana”.

Nana è stato scritto e disegnato dalla nota autrice di manga Ai Yazawa, creatrice anche di “Gokinjo monogatari” (conosciuto in Italia come “Curiosando nei cortili del cuore”) e “Kagen no tsuki” (“Ultimi raggi di luna”). Purtroppo Ai Yazawa nel 2009 si ammala di una grave malattia che la porta a interrompere la realizzazione di altre opere. L’autrice non ha ancora dichiarato alcun proseguimento di Nana, come di altri manga, facendola così rimanere Nana un’opera incompleta.

Tutto inizia una sera d’inverno su un treno diretto a Tokyo. Nana Osaki (ナナ 大崎), una ragazza con capelli corti e neri, con un pensante trucco, le labbra tinte di rosso e uno stile dark è addormentata su un vagone con accanto la sua chitarra elettrica. Nana Komatsu (小松奈々 「ハチ), una ragazza sognatrice e anche un po’ ingenua è super agitata per la partenza verso Tokyo dal suo piccolo paese natale per poter finalmente rivedere il suo ragazzo: Shoji, trasferitosi nella capitale per studiare arte. Nana Komatsu cerca di svegliare la ragazza dai capelli neri addormentata, per poter prendere posto accanto a lei, al posto della chitarra, ma il treno frena improvvisamente cadendole addosso. Da lì il loro viaggio in treno proseguirà tra chiacchiere e risate e le due ragazze diventeranno subito amiche. Arrivate in stazione, però, si separeranno. Il destino, tuttavia, vorrà farle ricontrare nell’appartamento 707 (Nana in giapponese vuol dire 7 ed è il numero “maledetto” dal Grande Demone Celeste, celebre portatore di sventure spesso nominato da Nana Komatsu) intrecciando le loro vite e cambiandole profondamente. A Tokyo arriveranno anche i componenti della band di Nana Osaki i “Black Stones” (o Blast). Yasushi “Yasu” Takagi, aspirante avvocato e batterista dei Blast, Nobuo “Nobu” Terashima amico stretto di Nana e chitarrista e Shinichi “Shin” Okazaki il più piccolo della band e bassista che si unirà a i Black Stones a Tokyo.

L’anime infatti è incentrato molto sulla musica e sulla voce meravigliosa di Nana nonché la voce di Anna Tsuchiya, sua doppiatrice in lingua originale. Ma non si parlerà solo della band di Nana ma anche dei Trapnestcelebre gruppo di cui fa parte anche Ren Honjo ex componente dei Black Stonest ed ex ragazzo di Nana Osaki, comunque direi che il resto della storia lo lasceròa voi!
Il rapporto che c’è tra Nana e Hachi (soprannome dato da Nana Osaki a Nana Komatsu per via del carattere della ragazza, “Hachiko” come il cagnolino affettuoso e fedele) mi ha sempre molto colpita, non saprei neanche descrivervelo! È molto di più che una semplice amicizia, infatti le due ragazze rivelano che se entrambe fossero nate uomini sarebbero state una coppia perfetta.
“Se fosse possibile azzerare questa vita piena di errori, e ripartire da capo, a cominciare da quale momento correggeresti i tuoi sbagli? Io comincerei dalla notte di neve in cui ci siamo conosciute. Sei l’unica cosa del mio passato che non voglio cancellare” Nana Komatsu.
Secondo me il punto forte dell’opera è, oltre il rapporto forte tra le due protagoniste, l’alternanza tra momenti leggeri e momenti drammatici. I dialoghi seppur spesso risultano leggeri, in altrettanti momenti sono duri e intensi.
Come ho già detto, sia l’anime che il manga non sono completi e quello che ci resta per l’anime è un finale aperto, un epilogo quasi doloroso che lascia molti punti interrogativi che molto probabilmente, per quanto riguarda l’opera cinematografica, non avranno mai risposta. Possiamo, però, continuare a sperare nel manga, infatti questo continua dalla fine dell’anime nel volume 12.
“Nella vita ho sempre rincorso i miei sogni cercando disperatamente di raggiungerli, ma guardando lontano non mi sono mai accorta delle cose belle che mi circondavano. Le cose che ho fatto le ho fortemente volute, ma adesso è tempo di nuovi sentimenti. Hachi, ovunque tu sia… sorridimi” Nana Osaki.
Curiosità: i Traspnest sono identici nell’aspetto alla nota band che quest’anno ha vinto Sanremo e l’Eurovision Song Contest, i Måneskin.
Adelaide Zerbo

è bello vedere che anche le nuove generazioni si appassionino a Nana! Quando uscì il primo numero mi ero appena iscritta all’università e la storia rispecchiava tantissimo la mia: la disperata ricerca di una casa in una nuova città, i nuovi giri di amicizie, le prime delusioni cocenti. Sono praticamente cresciuta con questo fumetto e spero di poterne leggere la fine… prima o poi! grazie per il tuo bel contributo!
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