Il fenomeno delle aurore polari

Il nostro pianeta è pieno di peculiarità e ogni parte del mondo può regalarci spettacoli che
sono unici nel loro genere e che non tutti hanno l’opportunità di vedere, le aurore polari
ne costituiscono uno dei più affascinanti esempi.
Vederne una è un evento particolarmente raro principalmente per il fatto che non
sono prevedibili con grande precisione. Inoltre, per vederne una è spesso necessario
recarsi nei gelidi paesi situati più a nord del pianeta, eccetto rarissimi casi in cui sono
visibili persino da zone più vicine all’equatore.
Le aurore polari sono, infatti, il risultato di un’enorme espulsione da parte del Sole di massa
coronale. Queste consistono in una nube di plasma solare gigante, spazzata via nel corso
di eruzioni di filamenti e brillamenti solari. Le particelle energetiche emesse viaggiano nello
spazio formando il vento solare, che trasporta con sé parte del campo magnetico.
Quest’ultimo , interagendo con la magnetosfera terrestre, la deforma creando un sorta di
bolla.


La magnetosfera si comporta come uno scudo per la Terra e devia le particelle cariche del
vento solare che entrano a contatto con essa. Non tutte le particelle però scivolano lungo
la magnetosfera, ma possono anche penetrare all’interno di essa per via del fenomeno di
riconnessione magnetica, interagendo quindi con la ionosfera, depositando così enormi
quantità di protoni ed elettroni nell’alta atmosfera.
Nasce così il fenomeno delle aurore polari.


Un’aurora polare può assumere la forma di arco ed estendersi per centinaia di chilometri
sopra la superficie terrestre per una distanza altrettanto lunga. Tali archi hanno dimensioni
molto varie in larghezza e da ciò dipendono anche i loro movimenti sinuosi, che possono
essere più o meno accentuati. A seconda dell’orario a cui si assiste ad un’aurora questa
può prendere una forma a macchie, le quali lampeggiano circa ogni 10 secondi di un giallo
verdognolo. A volte i raggi possono diventare rossi in cima e lungo il bordo inferiore. In
occasioni molto rare, la luce del sole può colpire la parte superiore dei raggi creando un
debole colore blu. Ma dove è quand’è che possiamo assistere a questi spettacoli di
colore?


A causa della geometria del campo magnetico terrestre, le aurore sono visibili in due
ristrette fasce attorno ai poli magnetici della Terra, dette ovali aurorali. In paesi meno
contaminati dall’uomo e dunque con meno inquinamento luminoso, come ovviamente
l’Islanda, è più facile ammirare un’aurora in tutta la sua bellezza. Queste che siamo in
grado di vedere sono le aurore prodotte dagli elettroni, mentre quelle di protoni possono
essere osservate solo con l’aiuto di particolari strumenti. 
Spesso, il fenomeno dell’aurora è accompagnato da suoni simili a sibilo. Si tratta di suoni
elettrofonici, lo stesso tipo di suoni che si manifesta con l’apparizione di un bolide. Anche
se non si hanno certezze, è probabile che sia la perturbazione del campo magnetico
terrestre a generare questi suoni e ciò sarebbe in sintonia con ciò che abbiamo detto
finora sulla genesi di un’aurora.

Giuseppe Gurgone

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