Romeo e Giulietta: cosa significa amare?

“Amore”: una parola di cui facciamo un uso eccessivo, a tratti inappropriato, senza mai esserci chiesti veramente cosa significhi. Anche perché, fra tutti, è il sentimento che si tinge di più sfumature, e probabilmente anche il più bravo a mimetizzarsi nell’intricata giungla di emozioni ospitata dal nostro cuore. Shakespeare lo sa bene, quando, intorno al 1595, si getta a capofitto nella scrittura di quello che sarebbe diventato il suo capolavoro, l’opera che l’avrebbe definitivamente consegnato alla leggenda: “Romeo e Giulietta”, opera che non è solo il monumento letterario più pregiato del suo tempo, ma è anche un salto nel passato… avanti nel futuro! La concezione dell’amore e della donna di cui il commediografo e poeta inglese adorna i propri versi è distante anni luce dall’epoca in cui vive, tanto da apparire quasi surreale persino ai nostri occhi. Giulietta è presentata come una donna vera: non è un personaggio idealizzato e passivo, come spesso abbiamo modo di vedere in altri scritti risalenti allo stesso periodo, ma è una ragazza indipendente, forte, decisa, e non ha nessuna paura quando si tratta di prendere decisioni difficili per mettersi in difesa di quel sentimento in cui, nonostante tutto, continua a credere. Sacrificio e libertà sono le parole chiave che caratterizzano la burrascosa storia d’amore dei due giovani protagonisti, che finiranno per rinunciare alla propria vita quando capiranno di non poter più stare insieme su questa terra.

Ma in precedenza i due innamorati dimostrano la propria devozione l’uno nei confronti dell’altra; Romeo e Giulietta appartengono a due famiglie rivali di Verona: un ostacolo troppo insignificante per fermare la tempesta che ha luogo nei loro cuori. Affronteranno i propri genitori e la legge, arrivando persino a sacrificare i propri nomi pur di stare insieme in un mondo che sembra voler fare ogni cosa per impedirglielo; e io penso che risieda proprio qui la massima e più sincera espressione di questo travolgente sentimento: il desiderio di lottare non l’uno contro l’altra, ma l’uno a fianco dell’altra, affrontare ogni sfida e fare sacrifici al solo, semplice, scopo di stare vicini. E beh, secondo Shakespeare, sembra che niente potrà mai essere in grado di tenere lontane due anime che credono nell’amore, nel vero amore; l’amore fatto di uguaglianza, non di possesso, l’amore i cui unici obblighi sono quelli dettati dal nostro cuore; e chi più di noi, in tempi come questi, ha bisogno di sentirsi dire che è questo che significa amare?

Federico Fiume

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