Le sorelle Mirabal

Il 25 Novembre annualmente si commemora la Giornata per l’eliminazione della
violenza contro le donne, ma ci siamo mai chiesti perché proprio in questa data?
Tutto ha inizio nella Repubblica Dominicana, dove nacquero nella provincia di
Salcedo, tra gli anni ’20 e ’30, le sorelle Mirabal: Patria Mercedes Mirabal, María
Argentina Minerva Mirabal , Antonia María Teresa Mirabal e Bélgica Adela Mirabal-
Reyes.
Le sorelle vissero la loro gioventù negli anni della dittatura Trujillista, la quale era
una delle dittature più dure dell’America Latina.
Quando il dittatore Trujillo salì al potere, molte famiglie (compresa quella delle
ragazze) persero totalmente i propri beni, che furono incamerati dal dittatore nei
suoi beni privati.
Negli anni ’50 le sorelle si impegnarono con determinazione nella lotta contro la
dittatura.
Patria Mirabal, la maggiore delle sorelle, si sposò nel 1942 con Pedro
González Cruz, con cui ebbe quattro figli.
Minerva Mirabal era una donna colta che militò nella resistenza antitrujillista dal
1949.

Si sposò nel 1954 con Manuel Aurelio Tavares Justo (Manolo) ed ebbero due
figli. Minerva proseguì anche i suoi studi presso la facoltà di diritto dell’Università di
Santo Domingo, laureandosi in diritto nel 1957.
Maria Teresa Mirabal studiò presso la facoltà di ingegneria e architettura di Santo
Domingo, ottenendo il titolo di agronomo. Con le sorelle condivise l’impegno per
porre fine alla dittatura trujillista. Nel 1958 si sposò con l’ingegnere Leandro
Guzman, con il quale nel 1959 ebbe una figlia.
La ribellione e l’impegno delle donne di fronte alle atrocità del regime cominciarono
con la costituzione nel 1960 del “Movimento 14 giugno”, diretto da Manolo Travares
Justo, dove prima Minerva e poi anche María Teresa usarono come nome in codice
“Mariposas” (“Farfalle”).
Il “Movimento 14 giugno”, strutturato in nuclei che combatterono la dittatura, si
diffuse in tutto il paese. Nel gennaio del 1960 il movimento venne scoperto dalla
polizia segreta di Trujillo, il SIM (Servico de Inteligencia Militar), e i suoi membri
vennero perseguiti e incarcerati, tra questi le sorelle Mirabal e i rispettivi mariti.
Molti dei prigionieri vennero inviati al carcere di “La 40” (carcere di tortura e morte).
Le sorelle vennero liberate alcuni mesi dopo ma i loro coniugi restarono prigionieri. Il
25 novembre 1960 le sorelle Mirabal, andarono a fare visita ai mariti Manolo e Leandro, trasferiti nel carcere della città di Puerto Plata. L’auto sulla quale
viaggiavano le tre sorelle e l’autista venne però intercettata e i passeggeri furono costretti a
scendere dal veicolo e condotti in una piantagione di canna da zucchero, dove
vennero uccisi a bastonate, i loro corpi vennero poi rimessi nel veicolo sul quale
stavano viaggiando, che venne fatto precipitare da un dirupo per simulare un
incidente.
Con la morte delle sorelle Mirabal Trujillo credette di aver risolto il “problema” ma
quest’ultima causò grandi ripercussioni nell’opinione pubblica dominicana, infatti,
nonostante l’attiva censura molte coscienze furono scosse e il movimento
culminò con l’assassinio di Trujillo nel 1961.
Ricollegandoci all’inizio, la data della commemorazione della giornata per
l’eliminazione della violenza sulle donne ha origine nel primo incontro femminista,
avvenuto proprio in Colombia nel 1981, nel quale la Repubblica Domenicana
propose questa data in onore delle tre sorelle. Molti paesi si unirono nella
commemorazione di questo giorno, come simbolo della denuncia del
maltrattamento fisico e psicologico di donne e bambine. Nel 1998 l’assemblea
Generale delle Nazioni Unite approvò all’unanimità l’internazionalizzazione della
commemorazione di questa data.

Francesco Sansone

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