Cleopatra e Frankenstein è il primo romanzo dell’autrice inglese emergente, Coco
Mellors. Questo libro deve il suo successo principalmente alla fama che ha riscosso
presso i lettori del booktok e io stessa l’ho comprato dopo averlo visto su questo
social. La storia che mi aspettavo, un romanzo con il “vissero felici e contenti”, si è
rivelata diversa rispetto alla storia che ho letto, un romanzo che potrebbe anche
essere classificato come psicologico e che trasmette un messaggio originale e unico
nel suo genere. Inoltre per le tematiche trattate, alcune anche pesanti e piuttosto
serie, consiglio la lettura a un pubblico consapevole.
Il tema principale del libro è l’amore raccontato in tutte le sue forme: verso se stessi,
verso gli amici, verso la persona con la quale si è sposati, verso un ricordo… Un
amore rappresentato in maniera realistica, fatto di attese, di aspettative, di delusioni
e di desideri. Un sentimento al quale nessuno può sfuggire, neanche impiegando
tutta la propria volontà, e che tutti i personaggi della storia, anche senza ammetterlo,
desiderano.
I protagonisti del romanzo sono Cleo, una ragazza inglese di 24 anni che studia arte a
New York ed è tormentata da un tragico passato familiare e Frank, uomo di 20 anni
più grande, che lavora nella pubblicità e ha un grave problema di alcolismo. La
vicenda dei due protagonisti inizia proprio come cominciano tutte le commedie
romantiche a lieto fine, con un incontro casuale e l’amore a prima vista. Cleo e Frank
si vedono per la prima volta in un ascensore a capodanno e questo stesso momento
segnerà l’inizio di una storia d’amore che li porterà a sposarsi nel giro di sei mesi. Il
matrimonio dei due protagonisti sarà tutt’altro che un idillio e i fatti non faranno
altro che mostrare che nessuno dei due è felice poiché entrambi incompresi e in una
condizione di sofferenza psicologica.
A dimostrazione di ciò Cleo è ancora profondamente segnata dal suicidio della madre
ed è angosciata dall’idea di non riuscire a trovare il proprio posto nel mondo, di
vivere soltanto per fare piacere agli altri,temendo di essere sempre destinata a
sentirsi incompresa e fuori posto.
Frank invece non ha avuto una madre amorevole e cerca nella relazione con Cleo di
essere per lei quella figura adulta e protettiva che lui non ha avuto. Questo lo porta
però a tralasciare la differenza che vi è in una relazione amorosa rispetto al rapporto
genitore-figlio: nella prima, le persone coinvolte devono essere alla pari e in una
condizione di protezione e sostegno reciproci; nella seconda una persona è destinata
a prevalere sull’altra, spesso limitando la sua libertà di azione. Il protagonista utilizza
inoltre l’alcol per gestire lo stress dovuto al troppo lavoro e per scappare da una vita
che ha l’impressione di non essere in grado di controllare perché ricolma di problemi
inaspettati e situazioni spiacevoli.
Man mano che si prosegue con la lettura del romanzo appare sempre più chiara
quale sia la fine destinata al matrimonio di Cleo e Frank: i momenti di gioia vengono
sostituiti da litigi e incomprensioni sempre più frequenti causati dai traumi e i
problemi che entrambi i personaggi devono affrontare e superare. Neanche l’amore e
la buona volontà possono salvare il loro rapporto, avendo entrambi bisogno di un
amore e di un’attenzione che non sono in grado di prendere l’uno dall’altra, incapaci
di offrirle l’uno all’altro, non avendole mai ricevute da nessuno. I due amanti,
nonostante la differenza d’età, non hanno mai avuto nessuno che li sostenesse
durante il passaggio dall’età infantile a quella adulta: le uniche persone che
avrebbero dovuto esserci sempre per loro, i genitori, in realtà non ci sono mai stati. I
due protagonisti sono così diversi ma anche così simili: diversi perché hanno
fronteggiano in maniera diversa i loro problemi, simili perché entrambi desiderano la
stessa cosa e la stanno cercando nella persona sbagliata. Hanno bisogno di avere a
fianco qualcuno di diverso da loro, qualcuno che ha sofferto meno e non debba
guarire se stesso da traumi causati dagli altri, qualcuno che possa condividere il loro
amore anche senza essere certo di ricevere qualcosa in cambio.
Proprio per questo alla fine Frank si ritroverà ad amare Eleanor; lei sarà in grado di
comprenderlo e amarlo senza rinunciare ad essere se stessa.
Attorno alle vicende dei protagonisti vi sono le storie dei loro amici e parenti. Tutti i
personaggi sono accomunati dal senso di vuoto che sentono nella loro anima, dal
desiderio di ottenere qualcosa e non sapere come ottenerla, dall’aspirazione a essere
amati al di là dell’aspetto fisico, dalla volontà di non essere considerati in base ai
pregiudizi e di essere presi sul serio, dall’ansia di stare bene e conoscere la felicità.
Perciò il lettore ha la possibilità di conoscere la storia di Zoe, sorellastra di Frank, di
Quentin, amico di Cleo, e di Anders e Santiago, amici di entrambi.
Dietro ai fatti si delinea la città di New York, nella quale si svolge la maggior parte
della vicenda e la cui scelta non è casuale. New York rappresenta nell’immaginario
collettivo una città che non si ferma mai e nella quale sono tutti sempre indaffarati e
di fretta, una città dispersiva, specchio dei sentimenti dei personaggi del romanzo:
circondati da tantissima gente ma in realtà più soli che mai, così tanto soli che
riescono a sentire il rumore dei loro pensieri e per placarlo arrivano ad abusare di
sostanze stupefacenti o a fare del male a se stessi.
Riporto in seguito alcune delle frasi che mi sono piaciute di più del romanzo e che mi
hanno fatto riflettere. Credo che leggere gli astratti sia il modo migliore per valutare
se un libro potrà piacere o meno prima di leggerlo effettivamente.
“La sua mente è un posto dove non vorrei mai entrare.”
“’I capelli mi stanno benissimo’, dice al telefono la signora in coda davanti a me alla
macchinetta del caffè, ‘ma in generale sto cadendo a pezzi.’”
“Quando la parte più oscura di te incontra la parte più oscura di me si crea la luce.”
“La ricerca della singolarità aveva condotto ad un esito opposto: la totale
omologazione.”
“Perché è così che la vita va affrontata: quando ogni cosa diventa difficile e
complicata e stancante, serve quel tipo di affiatamento.”
“Frank non aveva mai capito davvero se Cleo fosse o non fosse una brava artista.
Di certo era stata abbastanza infelice. Ma che senso aveva? Le persone di talento
erano spesso infelici, ma non tutte le persone infelici erano di talento.”
“Ecco perché detestava ripensare al passato. A furia di andare avanti veloce,
arrivava come sempre al fiume oscuro che scorreva sotto ogni sera
apparentemente felice, alla tristezza segreta nel cuore di Cleo che lui non sapeva
guarire, alle cicatrici nere, incancellabili, sulle lenzuola bianche.”
Chiara Paternostro
