Parigi, Milano, New York: tre capitali della moda dove ogni anno si svolge la “fashion week”, settimana durante la quale prestigiose case di moda e stilisti internazionali propongono le loro collezioni annuali.
A New York nel 1943 venne allestito un evento che promuovesse la moda locale a discapito di quella francese. Erano gli anni successivi al dopoguerra, e così anche Parigi, Londra, Roma e Milano adottano l’iniziativa: nacque così la prima “Fashion Week”.

A Milano, odierna capitale italiana della moda, la fashion week si svolge 2 volte l’anno dal 1958. Proprio qui già a metà degli anni ‘70 nasce il “prêt à porter”. Le passerelle della settimana della moda sono importanti fonti d’ispirazione per gli outfit di migliaia di spettatori, che persino durante gli anni della pandemia hanno seguito con il medesimo interesse gli eventi svoltisi online. Il 49% degli appassionati va alla ricerca di foto e video delle proposte avanzate sulle passerelle.

La fashion week milanese rende la città un luogo di ritrovo per blogger, giornalisti e appassionati da tutto il mondo, che colgono anche l’occasione di poter godere delle più sontuose passerelle allestite in luoghi sfarzosi come Palazzo Reale e Palazzo Serbelloni.
Negli ultimi anni però l’attenzione si sta pericolosamente spostando sulle location e sui set, ormai sempre più scenografici, sulle serate e sulle feste di contorno partecipate da celebrità mondialmente apprezzate, spostando lentamente le collezioni in secondo piano.

È pur vero che intorno alle sfilate si organizzano comunemente eventi di beneficenza, senza contare che la “fashion week” si premura di presentare giovani stilisti che, maggiormente negli ultimi tempi, propongono creazioni che si rivolgono ad un pubblico sempre più attento e consapevole a temi come la sostenibilità, l’inclusività etc.
Dunque il fascino dei begli abiti e dei lustrini è sempre vivo, e la fashion week è ormai evento indispensabile e immortale, che mette in moto miliardi di euro all’anno e alimenta un indotto di migliaia di imprese che solo a Milano muovono 90.000 occupati.

Quindi, come disse la nota stilista Vivienne Westwood, a me cara,
“When in doubt, overdress”.
Fabiana Curatolo
