L’articolo è stato scritto in ricordo di Moonbin (1998-2023) che ci ha lasciato il 19 aprile. L’articolo coprirà argomenti forti non adatti a tutti i lettori, continuare a discrezione personale.
L’industria K-pop è una delle più riconosciute e apprezzate al mondo, con milioni di album venduti ogni anno. Tra le band più famose possiamo ricordare i BTS e le BLACKPINK, che ogni anno avvicinano sempre più persone a questo genere. Sfortunatamente però l’industria K-pop non è così felice dovendo tenere in considerazioni fattori come lo sfruttamento, il lavoro minorile, delle condizioni di lavoro non ottimali, diete eccessive ed altro. Fra questi, uno dei temi più pressanti è quello della cura della salute mentale, spesso messa da parte non solo da parte dell’industria ma da tutta la società coreana. Prendendo i dati del 2015 la Sud Corea risulta al primo posto per casi di suicidio dell’OCSE.
Ma prima analizziamo come gli “Idol”, cioè gli idoli, diventino tali: una delle caratteristiche del mondo del k-pop è il periodo di formazione. Dopo aver superato un’audizione all’interno di una specifica agenzia, vengono organizzati diversi campi di apprendimento di un futuro artista e che ha durata variabile. Questo processo prende il nome di training e colui che lo compie viene denominato “trainee”.
“È un torneo di sopravvivenza dove solo i vincitori vanno avanti” – manager delle “Billion”
Essere trainee vuol dire essere vincolati da un contratto con un’agenzia, nell’attesa di essere tra i pochi che riusciranno a debuttare in un gruppo organizzato dalla compagnia stessa, con il dovere di allenarsi, specializzandosi in una disciplina, nelle ore del giorno escludendo, in alcuni casi, quelle scolastiche.
Diventare una star è da sempre il sogno di molti bimbi e ragazzi: alcune nuove informazioni sul mondo dei trainee le abbiamo avute negli ultimi tempi con i vari programmi televisivi che hanno permesso di entrare nella loro vita quotidiana con tutte le paure, le perplessità, le lotte e la forte competizione che si instaura all’interno di un’agenzia.

Si diventa trainee mediamente a 11 – 12 anni, età molto bassa soprattutto per le agenzie principali e più importanti, ossia HYBE (nota in passato come BigHit, casa discografica dei BTS) SM, YG e JYP. Bae delle Nmixx racconta come un giorno uscendo da scuola di signori le hanno dato un biglietto da visita per fare le audizioni per la JYP.
Alcuni Idol che hanno debuttato per la SM sono stati scelti quando frequentavano ancora le elementari come per esempio Yeri delle Red Velvet. In genere, per le grandi agenzie, le audizioni hanno diverse prove e vengono svolte davanti a molti giudici di ambo i sessi. Eppure, entrare in un’agenzia è statisticamente più difficile che entrare nella famosa e difficilissima Seoul National University. II 68,1% dei trainee vengono da accademie a pagamento (in Corea ce ne sono circa 3000) che preparano alle audizioni.
Il trattamento dei trainee è molto diverso da agenzia ed agenzia, ma ha dei tratti in comune:
• Disciplina: in alcuni casi gli errori di uno si ripercuotono su tutto il gruppo o portano a punizioni di diverse tipologie, come ulteriori prove successive alla lezione o restare in posizioni stancanti per diverso tempo;
• Controllo del peso: ogni mese, in alcuni casi anche ogni settimana, il momento ‘bilancia’ è tra i più spaventosi e odiati dai trainee, tanto che Jaekyung delle Rainbow ricorda con terrore quella verifica e di come si tagliasse il più possibile le unghie per perdere anche solo qualche grammo. Si sarebbe tagliata perfino i capelli per pesare meno, ma le era impedito dal contratto. Momo delle Twice in una live nel 2018 ha parlato di una su dieta: mangiare solo cubetti di ghiaccio per una settimana perdendo 7 chili; citando le parole della stessa Idol “avevo paura di non svegliarmi il giorno dopo”;
• Programma analitico: una successione di discipline che vanno dal canto, all’insegnamento di canzoni pop, il ballo e la dizione. Il programma standard, in genere, comprende molte ore al giorno di apprendimento della musica, coreografia, l’esercizio e le classi in lingua straniera come ad esempio giapponese, cinese e inglese. Normalmente le classi iniziano la mattina alle 06:00 (per gli studenti dopo le lezioni) fino alle 22:00, ma possono allungarsi anche fino all’una del mattino;
• Chirurgia estetica: spesso è previsto proprio nel contratto l’obbligo a sottoporsi alla chirurgia estetica secondo quanto definito dall’agenzia e rifiutarsi di farlo può essere causa di esclusione. Nel 2013 lo scandalo sull’obbligo della chirurgia estetica applicato dalle agenzie e descritto da E-News ha fatto il giro del web, mostrando come spesso questa sia una ‘clausola d’ombra’ in cui si obbliga il trainee a sottoporsi a un intervento, ma la società non si assume alcuna responsabilità nel caso in cui questo dovesse andare male. L’articolo ha messo in evidenza la presenza di manager che si oppongono a questa pratica, così come ha intervistato aspiranti trainee che si sono dichiarati più che disposti ad accettare questo obbligo.
I trainee devono dimostrare i loro miglioramenti dalle valutazioni periodiche che possono toccare diverse materie, a volte a scelta. Firmano un contratto svantaggioso e non equo: se dovessero scegliere di ritirarsi prima, potrebbero essere condannati a pagare i danni alla società, come è accaduto a una ragazza che doveva debuttare con le FRIEND: questa trainee ha deciso di lasciare il gruppo perché era troppo stanca e depressa e fu stata condannata dal tribunale a pagare 11.000 euro per i danni cagionati all’agenzia e il ritardo al debutto causato dal suo allontanamento. Al contrario. la compagnia può scegliere in qualsiasi momento di eliminare un trainee se non lo ritiene abbastanza capace. I trainee ‘scartati’ o eliminati da una società, o coloro che non debuttano entro la scadenza fissata dal contratto, spesso possono provare ad entrare in altre agenzie minori, sperando di debuttare lì.
Le limitazioni che i trainee devono subire sono moltissime e difficilmente immaginabili andando dalla poca libertà personale, alla mancanza di ore di sonno, e l’impossibilità di avere una relazione romantica.
Altra limitazione del contratto è la spartizione del guadagno degli Idol: Henry Prince Mark, ex componente del gruppo JJCC ha rivelato in un suo video che i guadagni fra l’agenzia e il suo gruppo erano in un rapporto 80/20 ma senza considerare il rimborso delle spese che l’agenzia ha fatto per il trainee, infatti tutti i trainee accumulano debiti. Henry ha rilvato che aggiungendo i debiti giornalmente guadagnava 1$-2$ al giorno.
Anche i gruppi con più successo presentano questa problematica: Chuu delle Loona ha rivelato in un episodio del suo web-show “Chuu can do it” del 2020 ha rivelato di non essere ancora stata pagata. Lo stesso commento dalla compagna di gruppo “Yeojin” il 23 settembre 2022; il gruppo Loona è attivo nell’idustria k-pop dal 2016. Questi sono solamente due esempi, ad oggi moltissimi gruppi k-pop di agenzie minori non hanno ancora ricevuto uno stipendio.
Le sfide degli Idol però non finiscono qui poiché una volta debuttati devono sfidare le varie insidie di questo mestiere: l’odio online. I social media, valvola di sfogo dei netizien (cittadini della rete), sono la principale fonte di odio, insieme a Twitter, Youtube, Reddit e molti altri. Su questi social si possono trovare molti contenuti: analisi della perdita di peso di un idol o il contrario; commenti sessuali anche su minori; false accuse per creare scandali e molto altro. Altro argomento sono gli abusi che subiscono i gruppi K-pop, esempi “Omega X” ed “A-Teen” dove i componenti del gruppo hanno subito molestie sessuali e abusi psicologici. Gli Omega X nel 2022 hanno denunciato l’accaduto dopo la condivisione online da parti di terzi di audio dove la direttrice dell’agenzia urla a un componente del gruppo per poi colpirlo. I membri del gruppo sono riusciti ad avere una conferenza stampa e vincere la causa annullando il contratto. Cosa simile è successe agli “A-teen” nel 2019 dove il direttore e la moglie abusavano fisicamente e psicologicamente i membri, quando 2 di loro erano minorenni. Gli A-teen non hanno ricevuto una conferenza stampa ma hanno comunque vinto la causa; sfortunatamente molti di loro hanno sofferto di insonnia e hanno seguito un percorso con uno psicologo.
Altro punto cruciale è lo sfruttamento dei minori e il tipo di contenuto che gli viene dato: come esempio possiamo prendere le New Jeans, gruppo femminile debuttato nel 2022, nel quale l’età media delle ragazze è 17 anni e la più piccola ne ha da poco compiuti 15. Sono conosciute per il loro concept fresco e giovanile e molto apprezzate sia in patria che a livello globale; nonostante ciò ci sono stati dei commenti sulla loro giovane età. Nel 2022 le New Jeans hanno tenuto un fan meeting in Corea dove però, dalle foto online condivise, hanno partecipato anche uomini adulti causando preoccupazione tra i fan.
La Corea del Sud si sta mettendo in azione su questo campo: il 21 aprile ha approvato una legge a prevenzione dello sfruttamento dei minori nell’industria coreana. Tra i vari passi possiamo trovare: 35 ore di lavoro massime in una settimana con tetto massimo di 7 ore a giornata per gli idol tra i 15 e i 19 anni e il massimo di 25 ore di lavoro per i minori di 12 anni con tetto massimo di 6 ore al giorno.
Questa industria così dura ha messo alla prova molti Idol e ne ha portati via tanti altri: Sulli, ex componente del gruppo f(x) che ci ha lasciati nel 2019 aveva parlato più volte pubblicamente al fandom della propria salute mentale e del difficile periodo che stava attraversando a causa dell’odio ricevuto dai media.
Sulli, il cui vero nome era Choi Jin-ri, è stata una fra tantissimi cantanti e attori sudcoreani, ad essere stata presi di mira online a causa del proprio atteggiamento decisamente anticonformista nei confronti di un pubblico ancora retrogrado come quello coreano. I suoi “crimini” includevano dirette streaming di bevute e feste con gli amici per non parlare della “scandalosa” decisione di mostrarsi in pubblico senza reggiseno al di sotto del proprio outfit. Ha anche rivelato di avere una relazione all’apice della propria carriera, sfidando l’immagine accuratamente realizzata del settore di giovani star femminili, dipinte come ragazze estremamente innocenti ma fortemente sessualizzate.
In un ambiente che ancora si rifiuta di tutelare la salute mentale degli Idol (e non solo), ma piuttosto stigmatizza l’argomento, Sulli è stata esempio di assoluta determinazione.
6 settimane dopo la morte di Sulli, Goo Hara ci ha lasciati: in passato aveva già tentato di suicidarsi dopo che il fidanzato l’aveva minacciata di pubblicare in rete i suoi video intimi. Altra personalità molto conosciuta che ci ha lasciato è stata Jonghyun degli Shinee; una nota resa pubblica nel 2017 dall’amica Nine9 cita “Sono rotto dentro. La depressione che mi stava lentamente tormentando mi ha con forza rotto” (libera traduzione). La più recente perdita mondo del k-pop è stato Moonbin degli Astro; debuttato nel 2016 aveva avuto la sua ultima apparizione pubblica una decina di giorni prima della sua morte. Nonostante l’agenzia voglia astenersi dal comunicare la causa della morte si pensa sia suicidio.
Il tema del suicidio rimane ancora un tema sensibile in Corea sopratutto con così tante morti nel mondo dello spettacolo e della musica. Ci auguriamo che l’industria possa cambiare in futuro, mettendo al primo posto la salute psico-fisica degli Idol evitando che eventi così tragici possano riaccadere
Flavia Fiasconaro e Fabiana Curatolo
