La corsa allo spazio

Recentemente sono stati annunciati gli astronauti che nel novembre 2024, 55 anni dopo il primo allunaggio, ritorneranno sul suolo lunare con la missione Artemis II. Inoltre poco meno di una settimana fa è stato rivelato il primo film con scene girate in assenza di gravità al di fuori della Terra, in particolare sulla Stazione Spaziale Internazionale, “The challenge” di matrice russa: il presidente del Cremlino ovviamente ha colto l’occasione per mostrare agli Stati Uniti e al mondo la supremazia russa nel campo dell’esplorazione e innovazione spaziale e ricordare loro tutti i traguardi ottenuti durante la corsa allo spazio. Ed è proprio di questo periodo storico che tratterò oggi.

La “corsa allo spazio”, detta anche “prima era spaziale”, è avvenuta fra 1957 e il 1973 ed è stato l’inizio l’esplorazione extraterrestre nonché un importantissimo capitolo della guerra fredda. E già ora possiamo affermare che fu proprio il clima di rivalità fra blocco capitalista e comunista che diede una grande spinta alla ricerca in questo settore: conquistare lo spazio avrebbe significato sancire la propria supremazia sull’altra potenza e dichiarare finalmente chi era nel giusto e chi nel torto. L’inizio della corsa allo spazio è segnato dal successo di lancio dello Sputnik 1, il primo satellite artificiale orbitale, da parte dei russi, il 4 ottobre 1957: questa notizia allarmò gli Stati Uniti che in breve tempo si misero all’opera per non trovarsi troppo indietro e istituirono la NASA. Il 3 novembre dello stesso anno i russi lanciano lo Sputnik 2, primo satellite contenente un essere vivente, una cagnolina di nome Laika: dopo ore di volo purtroppo morì per l’elevata temperatura, un sacrificio che poteva essere evitato ma che è stato di vitale importanza per le scoperte successive. Gli Stati Uniti provarono a emulare i sovietici, ma il loro primo satellite, Vanguard 1A, esplose per un errore ai motori; l’1 febbraio 1958, Explorer 1 fu il primo satellite americano ad orbitare il pianeta; dopo i fallimenti del Vanguard 1B e Explorer 2, vengono lanciati con successo Vanguard 1C ed Explorer 3: siamo 3 a 2 per gli americani. I sovietici pareggiano poco dopo lanciando lo Sputnik 3, contenente 12 strumenti per una gamma più vasta di misurazioni dell’alta atmosfera. Gli americani cercano di superarli con Vanguard 2A, 2B e 2C, ma tutti falliscono fino all’Explorer 4 che servì anche a raccogliere dati sulle esplosioni nucleari causate dagli USA stessi nell’operazione Argus.

Da qui in poi, l’obiettivo delle potenze fu il raggiungimento della Luna o almeno dell sua orbita: dopo i fallimenti americani del Pioneer 0, primo satellite di una missione che mirava a orbitare il nostro satellite, di Explorer 5, di Vanguard 2D e di molti altri, nel 2 gennaio 1959 il Luna 1 dei sovietici riesce per primo ad avvicinarsi alla Luna e ad ottenere un’orbita eliocentrica; ancora una volta, i russi avevano una marcia in più rispetto agli americani. Poco dopo vengono lanciati dagli USA Vanguard 2E, che restituisce la prima foto della Terra da un satellite, e Pioneer 4, che passò vicino alla Luna di 60mila chilometri. Falliti altri 3 lanci, viene lanciato Explorer 6 per studiare particelle cosmiche e per la meteorologia; dall’altro lato del mondo invece, vennero sviluppati Luna 2, che il 13 settembre 1959 toccò il suolo lunare, e Luna 3, che fotografò per primo il lato oscuro della Luna. Ancora una volta i russi si mostrarono più forti e preparati dei loro rivali.

Raggiunta la Luna, bisognava trovare un modo di spedire esseri viventi, e successivamente umani, nello spazio in maniera sicura. I primi a riuscirci furono ancora i sovietici che il 19 agosto 1960 con il secondo satellite del programma Vostok, Korabl-Sputnik 2, mandarono in orbita due cani, Belka e Strelka, 40 topi e varie piante; stettero in orbita per un giorno e tornarono tutti sani e salvi a Terra. Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin diventa il primo astronauta avendo passato 1 ora e 48 minuti a bordo del Vostok 1 orbitando la Terra. Gli americani intanto collezionano fallimenti su fallimenti e solo il 23 aprile 1962 un loro satellite riuscì a raggiungere la Luna. Con il programma russo Vostok i russi mandarono civili, equipaggi e donne nello spazio: il 16 giugno 1963 Valentina Tereshkova è divenuta la prima donna ad orbitare la Terra. A fianco degli Stati Uniti entrano in gioco altri paesi del blocco occidentale come il Regno Unito, la Francia e l’Italia che iniziano a mandare i propri satelliti nello spazio tramite razzi americani. Poco prima, i russi avevano portato a termine il primo “flyby” (sorvolo ravvicinato) della storia su Venere e poi su Marte per studiarne le caratteristiche; poco dopo effettueranno con il Luna 9 il primo “atterraggio morbido” su un altro corpo celeste, la Luna, e con il Luna 10 saranno i primi ad aver lanciato un satellite orbitante la Luna.

La situazione per gli americani è disastrosa: mentre i sovietici conquistavano obiettivi su obiettivi, loro spendevano 10 volte il loro budget per poi perderne il 90% in errori umani, falle dei sistemi e fretta. Serviva qualcosa che destasse scalpore, che lasciasse a bocca aperta l’intero mondo e facesse indietreggiare l’Unione Sovietica. Qui entra in gioco il programma Apollo: il suo obiettivo era di mandare un equipaggio sulla Luna e dichiarare la corsa allo spazio finita. Ma dopo la disastrosa tragedia dell’Apollo 1, nella quale persero la vita tutti e tre gli astronauti dell’equipaggio, il governo capì di non poter commettere più errori. E ciò lo ha ripagato: il 20 luglio 1969 per la prima volta nella storia un essere umano camminava su un corpo celeste diverso dalla Terra: “a small step for a man, a giant leap for mankind” dirà Neil Armstrong prima di conficcare la bandiera americana sulla Luna. L’allunaggio fu trasmesso in mondovisione tramite la televisione, anche questa migliorata grazie ai satelliti lanciati negli anni precedenti che permettevano una migliore ricezione in tutto il mondo.

Nonostante tutti i precedenti record russi, la maggior parte di noi ricorda solamente l’allunaggio come grande traguardo dell’esplorazione spaziale: significa che gli Stati Uniti hanno vinto la corsa allo spazio? Nonostante sia un’opinione abbastanza diffusa, i sovietici erano molto più abili e ingegnosi dei loro nemici: senza le basi gettate da loro, l’allunaggio, come tutte le altre innovazioni relative all’utilizzo di satelliti, sonde, rover ecc, sarebbero mera fantascienza. La corsa allo spazio ha dimostrato che la rivalità e il contrasto di ideali può giovare al progresso tecnologico, anche se sarebbe più auspicabile una collaborazione fra paesi che permetta anche la fine di altre piaghe attuali.

Lorenzo Montano

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