Le malattie “dimenticate”

Durante la vita di ognuno di noi capita di contrarre delle malattie, le piú comuni quelle infantili come il morbillo. Si dicono comuni perché hanno un’incidenza piuttosto elevata e attualmente non sono letali; inoltre, hanno nella maggior parte dei casi un vaccino. Ma un’ altra caratteristica fondamentale è che sono comuni nei paesi del “primo mondo”, cioè quelli che hanno il maggior controllo dell’economia. Difatti basta poco per vedere una situazione sanitaria ben diversa nei paesi del “terzo mondo”. In paesi poco sviluppati, come quelli del centro dell’Africa, il sistema sanitario è carente e la presenza di vaccini non è sufficiente a fronteggiare le malattie. In questi paesi è frequente morire anche per una comune febbre, cosa che ad oggi nei paesi come l’Italia sarebbe impensabile.

Le malattie possono essere divise in due categorie: malattie prioritarie e malattie secondarie, definibili anche “dimenticate”.

Vengono definite “prioritarie” quelle malattie che si trasmettono nei paesi sviluppati e che con la loro diffusione potrebbero causare danni all’economia, mentre le malattie “dimenticate” o secondarie, sono quelle che si sviluppano nei Paesi del terzo mondo e che negli anni hanno ricevuto poche attenzioni sia a livello nazionale che internazionale. Queste malattie, data la loro localizzazione geografica, verranno definite dall’OMS “NTD” ovvero “Neglected Tropical Diseases” ovvero “Malattie tropicali neglette”.

Ma come si trasmettono le NTD e da cosa sono originate?

Le NTD sono spesso causate da virus emergenti che si sviluppano prima negli animali e poi si trasmettono agli uomini,  e per questo vengono definite “malattie zoonotiche” o semplicemente “zoonosi”. Il salto di specie, conosciuto in inglese come “spillover”, è un processo naturale e già conosciuto: il batterio evolvendosi riesce a trasmettersi ed attaccare anche le specie umane. Accade spesso con i virus a RNA, come il coronavirus o l’ebola (di cui ad oggi si conoscono gli altissimi tassi di mortalità).

Le NTD sono trasmesse anche attraverso l’acqua e i moscerini, tenendo conto delle scarse condizioni igieniche di questi paesi. Se si considera la situazione in Africa, le donne sono le principali vittime. Di norma infatti l’acqua si andava a prendere in fonti acquifere lontane dal villaggio che sono il principale habitat dei moscerini infetti; le donne quindi, riportando l’acqua al villaggio, infettano loro stesse e portano la malattia nel loro villaggio. Similmente, i bambini che giocano nel fango o in altre pozze d’acqua sono soggetti alla stessa situazione delle madri. Animali tipicamente responsabili della trasmissione di NTD sono le zanzare; non a caso, al rientro da zone tropicali, il Ministero della Salute consiglia di fare test per malattie come: malaria, virus Zika, febbre gialla e tante altre.

Altro fattore determinante è la povertà che aumenta la probabilità di contrarre malattie infettive già in una situazione materno-fetale o in età neonatale.

Cosa ha provocato concretamente questa “dimenticanza”?

Circa un miliardo di persone ne sono affette, di cui la metà bambini, e circa un terzo delle donne in gravidanza nei Paesi sub-sahariani sono o sono state affette da NTD. Attualmente, nella maggior parte dei casi non sono presenti farmaci: avendo ricevuto scarse attenzioni hanno anche ricevuto scarsi fondi, fattore che ha causato la mancata produzione e sviluppo di farmaci e vaccini. Se si prende in considerazione la “Global health agenda” si può denotare che le NTD abbiano sempre preso un posto basso nella classifica o quasi assente; paradossalmente, le persone attualmente a rischio di NTD sono più di 1,7 miliardi e queste malattie causano morti pari a circa mezzo milione l’anno.

Questi dati però non ci devono far pensare che le NTD siano presenti solo in paesi tropicali: secondo un sondaggio fatto in Italia tra il 2009 e il 2013 dall’Istat, sono stati identificati circa 4130 casi di NTD.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e l’ISS (Istituto superiore di Sanità) hanno istituito degli obiettivi da raggiungere entro il 2030 in merito alle NTD:

  • ridurre del 90% il numero di persone che necessitano interventi da NTD;
  • 100 paesi devono eliminare almeno una NTD;
  • eradicare totalmente 2 NTD a livello globale.

Il 30 Gennaio si celebra la giornata internazionale contro le malattie infettive e tropicali, sperando che un giorno non sarà più necessario ricordarle e che la loro sconfitta diventerà simbolo del diritto alla salute di tutte le persone, indipendentemente dalle loro condizioni sociali o economiche.

Flavia Fiasconaro

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