La vita scolastica del nostro liceo

Noi studenti del giornalino abbiamo intenzione di dedicare un nuovo spazio agli argomenti interni alla nostra istituzione scolastica, sperando che possano rendere più consapevole gli studenti del nostro liceo riguardo i temi ed i problemi che più ci riguardano.

Il nostro intento è quello di risvegliare la “politica” all’interno della nostra scuola cercando di rendere più attivo il dibattito, anche attraverso una rete più ampia di informazioni riguardanti ciò che accade nella nostra comunità, argomento trattato estremamente poco.

Abbiamo notato come molti studenti alla domanda “Cosa potrebbe fare la scuola per favorire la circolazione di notizie ed informazioni di attualità e favorire il dibattito?” Hanno suggerito più efficienza da parte del giornalino scolastico.

Quindi ci siamo chiesti attraverso quali strumenti a nostra disposizione sarebbe stato possibile creare una fonte di dibattito stabile che possa anche solo trattare di ciò che succede nel nostro ambiente accademico.

Un tema alquanto rilevante è quello della nostra formazione, che sembra quasi essere messa in secondo piano rispetto alla priorità della maggior parte dei docenti di finire il propio programma.

Molti studenti ritengono che la scuola sia il principale luogo dove crescere sia in ambito culturale che in ambito personale sopratutto grazie all’aiuto dei docenti che hanno il ruolo di guidarci verso una corretta crescita per arrivare preparati a condurre una vita da soli.

Tristemente solo una minoranza di studenti si sente soddisfatta riguardo a questa formazione che sta ricevendo nella nostra scuola, mentre dall’altro lato si sente molta indifferenza nei confronti della formazione di un pensiero critico e sopratutto di un pensiero politico, che viene accompagnata dalla disinformazione e da un gran disinteresse.

Un’altro aspetto interessante da trattare è quello dei PCTO.

È importante specificare prima che i PCTO fungono da ponte fra il mondo scolastico, visto come ambiente del sapere teorico, e il mondo del lavoro, ovvero quello del saper fare pratico.

“Ciò vuol dire che se ci fosse una collaborazione con un’azienda gli studenti potrebbero essere pagati?”

No, gli studenti riceveranno invece un certificato delle competenze acquisite durante il proprio stage, certificato che in seguito potrà essere messo nel proprio curriculum.

Però sorge un problema di base: nella nostra scuola non sono stati stipulati accordi con aziende, in cui gli studenti avrebbero potuto svolgere le loro ore di PCTO, ma sono stati preferiti corsi prevalentemente teorici e soprattutto che non offrono alcun contatto con il mondo del lavoro. E gli studenti sono costretti a parteciparvi perché bisogna avere compiuto un minimo di 90 ore di PCTO nell’arco del triennio.

Come si nota dal grafico, circa il 49% degli studenti che hanno partecipato al sondaggio si sente estremamente insoddisfatto riguardo alle loro esperienze con i PCTO.

La maggior parte di questi suggeriscono come miglioramenti delle attività più interessanti o l’applicazione pratica delle competenze acquisite. Altri invece suggeriscono un’effettiva alternanza scuola-lavoro. È lamentata molto questa mancanza di attuazione pratica di ciò che si impara, oltre a lamentele sull’eccessivo numero di ore.

Riccardo Lizio Bruno e Maria Elena Pillitteri

Lascia un commento