Da sempre l’uomo è in cerca di qualcosa: di un dio, di risposte a domande esistenziali, di tempo, di bellezza. Sì, l’uomo è in cerca della bellezza, in cerca di ciò che viene definito “il bello”. Basti prendere in considerazione tre semplici discipline, l’arte, la filosofia e la letteratura, in maniera tale da poter dimostrare quanto l’uomo senta la necessità di trovare la bellezza in ciò che lo circonda.
Nel mondo dell’arte ha assunto e assume tutt’ora rilevante importanza il “Canone” di Policleto, un trattato che conteneva i primi concetti di equilibrio e bellezza dell’Età Classica. L’analisi e lo studio approfondito dell’estetica di un tipico uomo nudo in posizione eretta, permisero a Policleto di elaborare dei concetti per i quali fosse possibile suddividere il corpo umano in parti proporzionate tra loro. Altra nota da non sottovalutare è proprio quella dell’uomo nudo come oggetto di osservazione: questo era senza dubbio un atleta, tanto che il “Diadumeno”, il “Doriforo” e il “Discoforo” rappresentano lo stesso ideale di uomo; dunque, si ribadisce il concetto di bellezza dell’epoca.
Nell’ambito della filosofia Platone considera “bellezza” quella “saldatura che lega l’intelligibile con il sensibile”. Nel “Simposio” viene affrontato il discorso dei gradi della bellezza: il grado massimo è l’idea della bellezza eterna e perfetta “di per sè”, oggetto dello studio filosofico. Nel “Fedro”, invece, tratta un discorso che correla bellezza e conoscenza: la biga alata, che rappresenta l’anima, avrà la possibilità di visitare l’iperuranio (la regione sovra-celeste) per poco tempo; l’anima che ne avrà visto di più vivificherà un individuo ricco di amore e sapienza, l’anima che ne avrà visto di meno si incarnerà in un uomo vuoto di bellezza e verità. La vera Bellezza viene idealizzata esattamente come l’idea del Bene assoluto che sta al vertice di un ordine gerarchico-piramidale di idee-valori. È intesa come pura perfezione e non può trovare spazio nel nostro mondo in quanto questo rappresenta il regno della mutevolezza; proprio per tale motivo è importante ribadire l’importanza dell’iperuranio, la realtà ultraterrena in cui le idee e la perfetta bellezza possono trovarsi.

Analizzando il ramo letterario, già con Francesco D’Assisi nel “Cantico di Frate Sole” si ha un chiaro segno di devozione a Dio per la bellezza del mondo intero; è dunque questo un inno. Ogni particolare della realtà diviene un tassello di bellezza: Dio viene ringraziato perfino per la morte corporale in quanto grazie ad essa gli uomini potranno giungere alle volontà divine. Nonostante nel periodo Medievale regnasse il contemptus mundi, l’atteggiamento di disprezzo verso il mondo terreno, Francesco innalza lodi e gioisce per la bellezza sua e delle sue creature, emanando un senso di comunanza dell’uomo con ogni elemento della natura. Importante è il riferimento a Dante Alighieri che fa ruotare la sua letteratura attorno alla figura di Beatrice, della quale non si limita a descrivere solo la bellezza esteriore. In questa circostanza l’uomo non si ritrova più ad amare la donna per la sua bellezza o per un generale appagamento, bensì il sentimento diviene fine a se stesso. Nel sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare” tratto dalla “Vita nuova” Dante mette in evidenza la parola portante dell’intero discorso, il verbo “pare”. Esattamente grazie all’apparire, al sembrare, l’uomo ha la possibilità di contemplare l’ideale della bellezza femminile; ritorna dunque la concezione della donna-angelo.

Per concludere questo breve discorso sull’importanza della bellezza, è necessario rendersi conto di quanto già da tempo i social network influenzino notevolmente il concetto di “bello” nelle menti giovanili. Gli influencer in particolare e in generale ogni persona può plasmare le idee di chi sta davanti allo schermo. “Perché non sono come loro? Cosa posso fare per somigliargli/le?”. Tutte domande che almeno una volta la maggior parte dei giovani si è posta. Purtroppo o fortunatamente per noi “il mondo è bello perché è vario”; questo impone il fatto che ognuno contribuisca a quello che è il concetto di bellezza: alcuni la tirano fuori nello sport, altri la mostrano con l’aspetto fisico, altri ancora la manifestano nelle proprie capacità artistiche ma ogni singola persona ne possiede una. È quasi gratificante pensare che l’idea di “bello” venga affidata a tutti noi già dal momento della nascita. Inoltre, ritengo assolutamente vero che bisogna sentire l’intera bellezza dentro se stessi ma, d’altro canto, reputo assodato che ci sarà sempre qualcuno nel mondo che troverà a sua volta la bellezza in noi, cioè in un ideale collettivo che va oltre il sé e lo travalica raggiungendo il noi. Non ci può essere bellezza se non la si può condividere con chi ci sta vicino, con quanti cioè possono coinvolgerci in un ideale di bello armonico. La bellezza che viene intesa nel 2022 è, purtroppo, un qualcosa di effimero, che si limita a mostrarsi solo attraverso foto e video. La vera e pura bellezza è quella dell’animo: un animo buono, gentile e disponibile è bello. Anche, o meglio principalmente, con dei semplici gesti di gentilezza possiamo mostrare la nostra bellezza interiore, che nemmeno i filtri di Instagram potranno mai tirare fuori.

Alice Graziano
