Credo sia evidente che i nostri tempi inducono tutti a concentrare la nostra attenzione ed i nostri interessi prevalentemente su aspetti del mondo esterno caratterizzati dalla modernità, dalla attualità e dal rivolgersi a una prospettiva futura.
Questo atteggiamento è sempre esistito nella storia umana, anche perché è lo stesso istinto di sopravvivenza che spinge da sempre gli uomini a soddisfare i bisogni attuali e a impegnarsi per assicurarsi future e sempre migliori condizioni di vita.
Tuttavia la storia umana è, fortunatamente, ricca di tesori, la cui contemplazione è idonea ad arricchire l’animo umano con esperienze di bellezza, armonia e pace.
È qualcosa, forse, di scontato ma su cui è opportuno riflettere: il mondo e la storia sono pieni di tesori meravigliosi, provenienti sia dalla natura che dall’ingegno e dal lavoro degli uomini. Non occorre dilungarsi sul concetto che il pianeta Terra è un miracolo di bellezza e di armonia rotante nello spazio infinito, anche se troppo spesso sarebbe preferibile assistere alla caduta nell’oblio di tanti luoghi meravigliosi piuttosto che vederli rovinati irrimediabilmente dall’attività predatoria, dall’ignoranza e dalla disonestà umana.
Mi limito a citare ad esempio la deforestazione dell’Amazzonia, vero polmone del pianeta, o l’inquinamento e morte di fiumi e laghi per opera dell’uomo.
L’ingegno umano degli ultimi 3000 anni ci ha lasciato una eredità infinita di opere architettoniche, di dipinti, statue e altre opere d’arte figurativa, di libri e testi vari che potremmo conoscere solo in minima parte. Ciò nonostante, è molto triste pensare che soltanto una minima parte dei testi della letteratura latina e greca e delle opere architettoniche è giunta fino a noi, eppure la loro importanza è tale da avere influenzato positivamente gli autori e gli artisti fino ai giorni nostri.
Analogamente anche le civiltà di altri e lontani continenti sono ugualmente ricche di tesori del pensiero e dell’ingegno dell’uomo ma noi non avremo mai il tempo di approfondire la loro conoscenza e potremo soltanto acquisirne poche nozioni e notizie superficiali.
Questa riflessione pessimista non deve però allontanare il nostro desiderio di conoscenza, insieme ai tesori e al patrimonio scientifico e tecnologico moderno, anche i tesori e il patrimonio culturale ed artistico dei millenni e dei secoli passati, perché dai tempi degli antichi Egizi, delle polis Greche e dell’antica Roma, uomini speciali hanno sempre arricchito la terra di capolavori, che noi dobbiamo imparare ad ammirare, lasciandoci da esse condizionare.
Un esempio di un tesoro dell’antichità, perduto e dimenticato, ritrovato solo dopo 1700 anni è la città di Pompei, una città campana nei pressi di Neapolis, polis ricca e fiorente, con tantissime ville dove i ricchi cittadini e liberti soggiornavano felicemente. Non lontana da Pompei vi era Capo Miseno dove aveva sede la flotta militare imperiale Romana. Nel 79 d.C., nel mese di ottobre, la catastrofica eruzione del vulcano Vesuvio cancellò nel giro di 3 giorni ogni traccia di questa città, insieme alle città di Baia, Stabia, Oplontis e Ercolano, che vennero letteralmente sommerse e dimenticate per 1700 anni circa sotto metri di cenere e materiali vulcanici. Forse la vittima più illustre dell’eruzione fu Plinio il Vecchio, un militare dalla carriera prestigiosa che allora era comandante della flotta imperiale di Stanza Miseno e che, sebbene sconsigliato, si diresse con le sue navi verso Ercolano per soccorrere gli abitanti bloccati dalla catastrofe che cercavano salvezza sulla riva del mare. Plinio morì per i gas tossici dell’eruzione. Il di lui nipote Plinio il Giovane lì presente, 30 anni dopo lasciò una preziosa testimonianza scritta dell’episodio. Soltanto nel 1738, per ordine di re Carlo di Borbone, si iniziò una attività di scavi archeologici nella zona di Pompei, che continuano ancora oggi e che hanno permesso di portare alla luce e farci conoscere la bellezza e la meraviglia di una città romana, non saccheggiata né distrutta da invasioni barbariche o da successive costruzioni, conservata quasi intatta dalla cenere del vulcano.

L’antica Pompei è adesso patrimonio dell’umanità UNESCO e tra i monumenti più importanti vi sono:
1. La Casa del Fauno
Questo è uno dei luoghi più importanti di tutta Pompei. Infatti, si tratta dei resti di un’antica villa romana che si estende per circa 3000 mq. L’intero complesso risale al II secolo a.C. ed è conosciuto per via del ritrovamento di una statua di bronzo raffigurante un fauno, antica divinità romana protettrice delle campagne. All’interno la villa si sviluppa intorno a 2 giardini che si affacciano su due peristili colonnati. Inoltre, negli spazi coperti si possono ancora ammirare gli affreschi decorativi, mentre l’area pavimentata a mosaico che raffigura la battaglia tra Dario e Alessandro è conservata al Museo Archeologico di Napoli.

2. L’Anfiteatro di Pompei
La sua costruzione è databile tra l’80 e il 70 d.C. ed è uno dei teatri meglio conservati al mondo, oltre che uno dei più grandi. Infatti, la sua capienza massima è di 20.000 persone. L’intero complesso è ricavato sfruttando una cava naturale, divisa in tre sezioni per poter ospitare le diversi classi sociali. Gli studi confermano anche la presenza di un Velarium, una struttura che proteggeva le persone dal sole e dalla pioggia durante gli spettacoli. Infine, l’esterno si caratterizza con 2 ordini di arcate, la prima cieca mentre la seconda formata da archi a tutto sesto.

3. Il Tempio di Apollo
Costruito tra il 575 e il 550 a.C., questo tempio è uno dei più antichi monumenti di tutta l’area. Si caratterizza per un imponente porticato realizzato in tufo e colpisce per le sue colonne con capitello ionico. Inoltre, il pavimento della cella votiva è realizzato in pietra policroma, un vero capolavoro. Riusciamo a comprendere l’importanza di questo monumento poiché all’interno del cortile erano conservate due grandi statue dalle sembianze di arciere che rappresentavano Apollo e Diana.

4. Le Terme Stabiane
Le Terme Stabiane sono il complesso più antico della città di Pompei. Risalgono al III secolo a.C. e sono costruite seguendo i canoni romani dell’architettura termale classica. Come potete vedere nella mappa di Pompei gli ambienti, oltre ad essere suddivisi per sesso, seguono lo schema classico del Frigidarium, seguito dal Calidarium e infine dal Tepidarium. Inoltre, si completa con la presenza di palestre, spogliatoi, latrine e piscine, mentre le affascinanti strutture delle fornaci gestivano la temperatura dell’acqua termale. Vi consiglio di osservare con attenzione i decori in stucco della cupola centrale, che raffigurano personaggi della mitologia romana.

5. Il Foro di Pompei
Qui ci troviamo senza dubbio nel cuore pulsante della città. Gli antichi abitanti si recavano in questo posto per accedere agli edifici principali di Pompei affacciati sul Foro. La sua composizione urbanistica risale al II secolo a.C. e ospitava manifestazioni religiose e attività commerciali. Infatti, qui sorgevano le botteghe artigiane e i palazzi della pubblica amministrazione. Vi consiglio di segnarlo sulla mappa di Pompei per la vostra visita.

6. Villa dei Misteri
Collocata in un’area più esterna del sito, nei pressi della città di Ercolano, questa è una delle ville patrizie più famose del posto. Gli archeologi hanno prove sufficienti per credere che sia stata la dimora di Livia, moglie dell’Imperatore Augusto. Ammirate gli affreschi nella stanza del Triclinio raffiguranti figure umane a grandezza naturale impegnate nei preparativi di un rito, il mistero risiede proprio nel determinare che tipologia di rito sia! Infatti, alcuni sostengono si tratti di un rito dionisiaco, altri semplicemente di un matrimonio. Infine, il complesso della villa include anche una struttura termale, oltre a molte stanze suddivise per ambienti di servizio e residenziali.

7. Il Lupanare di Pompei
Pompei è conosciuta anche come la città del vizio. Infatti, i pompeiani non presentavano problemi a ostentare le loro passioni, abbandonandosi ai piaceri della carne. Molto spesso, le case erano dotate di stanze segrete dove le schiave esaudivano i desideri dei ricchi padroni romani. Queste spesso non apparivano nella mappa di Pompei. Il lupanare è uno dei luoghi più conosciuti dell’antica città ed è sicuramente una delle cose da visitare a Pompei. L’edificio è suddiviso su due piani, ogni piano ospitava le stanze per il ceto più umile, mentre il piano superiore accoglieva le classi nobili. Gli affreschi mostrano procaci amanti libidinose, in posizioni che ne esaltano l’erotismo.

8. L’orto dei Fuggiaschi
Una delle testimonianze più eclatanti di tutto il sito archeologico. Durante i lavori di scavo tra il 1961 e il 1974, infatti, sono rinvenuti 13 corpi di persone che cercavano di salvarsi dalla terribile eruzione del Vesuvio. Sorpresi dalla lava, persero la vita nel tentativo di fuggire verso Porta Nocera. Una galleria di calchi in gesso testimonia la drammaticità degli ultimi attimi di vita degli abitanti di Pompei. Questo è sicuramente uno dei monumenti più conosciuti a livello mondiale e senza dubbio tra i più studiati dagli archeologi.

9. Il Mosaico del Cave Canem
Il Cave Canem, attenti al cane in latino, è uno dei mosaici più famosi da visitare a Pompei. Scoperto all’interno della Casa del Poeta Tragico, ha subito di recente un imponente ciclo di restauri. Gli archeologi sono riusciti a riportare alla luce l’antico splendore di questo capolavoro di arte mosaica che raffigura un cane da guardia. Oggi è conservato nel Museo Archeologico di Napoli. Inoltre, la casa è diventata un modello di studio e usata come referenza per la stesura del romanzo del 1834 “Gli ultimi giorni a Pompei”, dello scrittore britannico Edward Bulwer-Lytton.

10. Casa dei Vettii di Pompei
Tra cosa visitare a Pompei, non potete perdervi la Casa dei Vettii di Pompei. Questa domus romana, rappresenta uno degli esempi meglio conservati di arte antica. Risalente al I secolo a.C., prende il suo nome dai proprietari Aulo Vettio Restituito e Aulo Vettio Conviva. Al suo interno sono conservati incredibili affreschi che forniscono un’interessante visione sulle abitudini di vita dei pompeiani. Inoltre, sempre al suo interno, sono stati ritrovati frammenti di statuaria e decorazioni architettoniche di notevole bellezza.

Una visita a quel che resta della città di Pompei, che io ho visitato qualche anno fa, è un’esperienza straordinaria sia dal punto di vista culturale che emozionale perché ti rappresenta una bella e ricca città romana nel periodo di massimo splendore dell’impero nel momento stesso in cui la sua vita si è crudelmente interrotta per una allora imprevedibile catastrofe naturale.
Marco Buttitta
