Se in una giornata di sole, camminando in mezzo al verde, ci guardiamo attorno, sarà inevitabile notare piccoli animaletti svolazzare in giro o riposare su un fiore o una foglia. Queste creaturine sono gli insetti, e giocano un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema, in quanto la maggior parte di essi sono impollinatori e assicurano salute alle nostre piante. Per quanto questa classe di animali possa spesso suscitare disgusto in gran parte delle persone (spesso per ragioni comprensibili), con uno sguardo più attento si può cogliere la meraviglia nascosta dietro gli insetti, che vanno oltre le fastidiose zanzare, quasi come fossero schizzi che la natura colloca in un’unica grande opera d’arte. La scienza che studia gli insetti, i loro habitat e le loro abitudini, spesso sorprendenti, è l’entomologia. Questa include anche gli artropodi in generale non appartenenti alla classe degli insetti, sui quali però concentreremo la nostra attenzione.
Il corpo di un insetto adulto è suddiviso in tre parti: la testa, che presenta occhi, bocca (sotto forma di spiritromba in alcuni insetti e costituita da mandibole in altri) e antenne, il torace, a cui sono annesse le zampe e, nella maggior parte dei casi, le ali, e infine l’addome, suddiviso in un numero preciso di sezioni a seconda della specie.
La caratteristica, però, che rende veramente interessanti gli insetti è il loro ciclo vitale. Questo inizia sempre dalla deposizione di un uovo da parte di un insetto adulto. Da questo, schiudendosi, uscirà ciò che definiamo come lo stadio giovanile dell’insetto, la larva. Spesso questa sarà totalmente irriconoscibile dall’insetto adulto, principalmente perché non presenta ancora le ali, caratteristica unicamente dello stadio maturo dell’insetto. La maggior parte degli insetti passa poi per uno stadio pupale, nel quale interromperà tutte le proprie funzioni vitali per far avvenire la metamorfosi, il processo di trasformazione che permetterà all’insetto di raggiungere lo stadio adulto. Questo è in linea di massima ciò che succede per qualsiasi insetto ma per singole specie il ciclo di vita può essere completamente diverso, più o meno complesso. Per alcuni insetti, specialmente quelli senza ali, non c’è grande cambiamento tra lo stadio larvale e quello adulto, mentre l’aspetto di altri viene sconvolto completamente.

L’esempio più comune è quello delle farfalle (e falene). Queste, appena nate, sono bruchi lunghi appena qualche millimetro, e nutrendosi senza sosta raggiungono dimensioni incredibili, finché non sono abbastanza grandi e hanno raccolto abbastanza energie per potersi trasformare ed emergere sotto forma di esseri alati dall’aspetto completamente diverso.
Ricordiamo anche le coccinelle, che si nutrono di insetti più piccoli durante la loro crescita. Di queste, se guardiamo attentamente, possiamo anche trovare i gusci vuoti, residui della trasformazione allo stato adulto, appesi a muretti nelle giornate estive.
Sono innumerevoli gli esempi che si possono fare. Possiamo ricordare le libellule, che vivono la loro vita larvale in acqua, o le cicale, che possono trascorrere oltre dieci anni sotto terra prima di emergere come insetti adulti.
La metamorfosi è certamente l’aspetto più interessante degli insetti ma sono molte altre le caratteristiche enumerabili che li rendono animali unici. I loro colori, ad esempio, che possono essere più o meno sgargianti a seconda della funzione che devono svolgere, mimetismo, accoppiamento, difesa…
Incredibili esempi di mimetismo sono le mantidi, che si mischiano perfettamente con il loro ambiente diventando invisibili; in particolare la mantide orchidea, che proprio per questa ragione possiede colori magnifici. Gli insetti stecchi, poi, sono l’esempio migliore che si può fare parlando di mimetismo, in quanto sono praticamente invisibili a qualsiasi predatore, così come gli insetti foglia.

In altri insetti i colori giocano un ruolo fondamentale nella difesa: molte farfalle possiedono “falsi occhi” nelle ali inferiori, che rivelano all’improvviso per disorientare i nemici (principalmente uccelli) quando sono in situazioni di pericolo. È il caso del Parnassius apollo che presenta due grandi macchie rosse che stanno normalmente nascoste sotto le ali bianche. Questo meccanismo di difesa è anche presente in numerose falene della famiglia delle Saturnidi. I colori accesi possono poi essere utilizzati per avvertire della tossicità dell’insetto i predatori, che dunque non avranno interesse nell’attaccare questi insetti. La farfalla monarca è uno degli insetti che sfrutta questo meccanismo di difesa. Certi insetti, poi, si sono evoluti sviluppando colori accesi senza essere effettivamente tossici per difendersi dai predatori.
I colori possono giocare un ruolo fondamentale anche nell’accoppiamento: frequentemente, esemplari della stessa specie possono avere colori (talvolta anche dimensioni) totalmente differenti. Sono quasi sempre i maschi ad avere colori più accesi, in modo da farsi notare dalle femmine per iniziare il corteggiamento. Un esempio adatto, frequente nelle nostre aree rurali, è la Polyommatus celina, una farfalla di piccole dimensioni in cui le ali interne del maschio sono caratterizzate da un blu acceso, mentre quelle delle femmine sono più marroni e arancioni, colori che risaltano meno sul terreno.

Ci sono tantissimi altri aspetti affascinanti nel mondo degli insetti che non è possibile nominare solo in un articolo. Specialmente a livello comportamentale. Moltissimi insetti, tra cui formiche, api o vespe vivono in colonie, in cui ogni insetto ha un ruolo diverso, o si potrebbe anche parlare dei combattimenti degli scarabei maschi per la conquista della femmina, delle bizzarre danze di corteggiamento o la bioluminescenza delle lucciole. Il mondo dell’entomologia permette di studiare i tratti unici di ogni insetto e il modo in cui ognuno di questi è necessario per un perfetto equilibrio dell’ecosistema.
Giuseppe Gurgone
