Il fenomeno Dahmer

Tik tok, Instagram, pagine di gossip, travestimenti di halloween, tutto ormai è riconducibile al caso che in questi giorni è esploso: il fenomeno Dahmer. La nuova serie tv Netflix ispirata al racconto reale del serial killer Jeffrey Dahmer è divenuta celebre in pochissimi giorni scatenando pareri contrastanti.

Questa serie o, per meglio dire, “mini-serie” formata da soli 10 episodi e creata da Ryan Murphy e Ian Brennan racconta la storia di Jeffrey Dahmer, anche conosciuto come il cannibale di Milwaukee o il mostro di Milwaukee, interpretato da Evan Peters celebre per il suo ruolo nella serie American Horror Story. Nel programma televisivo viene raccontato che tra il 1978 e il 1991 Jeffrey Dahmer uccise violentemente diciassette vittime innocenti, di età compresa fra i 14 e i 31 anni.

La miniserie ha lo scopo di mettere in evidenza le atrocità commesse dall’assassino: la mutilazione, la necrofilia e il cannibalismo, focalizzando l’attenzione sulle vittime trascurate, sulle comunità oggetto di razzismo e sull’incompetenza della polizia.

Questa serie tv ha generato nel mondo diversi fenomeni, per esempio, una challenge sul social network Tik Tok dove le persone filmano le loro reazioni mentre guardano la serie tv. Inoltre, il personaggio ha ispirato un travestimento di Halloween e sono state create molte fan page che “idolatrano” il protagonista.

Nonostante la bravura dell’attore, penso che bisognerebbe guardare la serie tv da una prospettiva realistica e riflettere sull’atrocità delle azioni compiute da un ragazzo qualunque e pensare che qualsiasi persona potrebbe rivelarsi totalmente il contrario di quello che si pensa.

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