Ricordate ancora “bad guy”? Quel tormentone del 2019 cantato da una ragazzina di appena 17 anni che “sussurrava” davanti al microfono?
Adesso questa ragazzina ha 20 anni, ha vinto sette Grammy Awards e un Oscar per miglior canzone originale.
Personalmente, avendola seguita dal suo debutto, posso dire che il suo successo è stato incredibile ma allo stesso tempo davvero meritato: a soli 13 anni Billie Eilish, o meglio, Billie Eilish Pirate Baird O’Connell ha cominciato a lavorare sul serio con l’aiuto di suo fratello (anche lui cantante) iniziando a produrre canzoni e imparando a suonare nuovi strumenti. In realtà, Billie ha detto a Vogue di essere stata un membro del Los Angeles Children’s Choir. Ha affermato che il suo tempo nel coro è ciò che l’ha aiutata a sviluppare le sue capacità di canto. “Mi ha aiutato a imparare il modo corretto di cantare e non rovinare completamente la mia voce. Ma ho sempre cantato, tutto il tempo. Ho cantato così tanto che la mia famiglia ha dovuto zittirmi”. Naturalmente, ha aggiunto che cantare l’ha incoraggiata a scrivere musica a soli undici anni, perfezionandosi nel tempo. Infatti, Billie scrisse il suo primo brano in assoluto, “Fingers Crossed”, a undici anni.

Esso è stato pubblicato esclusivamente sulla piattaforma SoundCloud e in seguito rimosso poiché definito da lei stessa “brutto”. Nell’ottobre del 2015 registra il primo brano, scritto inizialmente dal fratello Finneas ma poi re-inciso, “Ocean Eyes”; successivamente invia il brano all’insegnante di danza per la coreografia di un ballo. Posso confermare che l’amore fraterno tra i due ha contribuito al miglioramento non solo della musica che hanno prodotto ma anche alla crescita stessa di Billie. Si sa, gestire la fama così giovani non è tanto semplice e soprattutto è andata incontro a numerose critiche che rinfaccerà in futuro nel suo album “Happier than ever” nel 2021 (terapeutico, significativo, un’opera d’arte).
Ritornando indietro, Billie Eilish è cresciuta ascoltando Adele, Beatles, Green Day, Avril Lavigne e Justin Bieber. Il suo genere preferito è l’hip hop, nonché la sua più grande ispirazione. Anche Tyler, the Creator e Childish Gambino hanno influenzato il suo stile musicale, come pure Earl Sweatshirt, Amy Winehouse, le Spice Girls, Marina, Nicki Minaj e Lana Del Rey.

Il 30 giugno pubblica il singolo “Watch” e il mese successivo il brano “Copycat”, in contemporanea all’annuncio della pubblicazione del suo album di debutto “don’t smile at me”. Nel febbraio 2021, invece, ha pubblicato il suo primo film documentario ufficiale, “Billie Eilish: The World’s a Little Blurry” su Apple TV+. Il film segue Billie mentre lavorava al suo album di successo “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” pubblicato a marzo 2019.
I suoi ultimi due album sono “Happier than ever” e “Guitar songs”: entrambi fanno notare quanto Billie sia cresciuta e cambiata. Ha ormai vent’anni e non deve più avere a che fare col passato, un futuro pieno di successi e cose belle la aspetta.
Dopo aver vinto vari Grammy quest’anno le è stato riconosciuto un Oscar per migliore canzone originale “No time to die” per l’omonimo film, l’ultimo uscito della saga 007 di James Bond. La canzone era stata pubblicata nel 2020 ma, evidentemente, meritava altri riconoscimenti.

La cantante è stata vittima di bodyshaming per molto tempo e ciò l’ha portata a buttare giù ciò che pensava veramente nel suo album “Happier than ever”, particolarmente nel brano “Not my responsibility”. Nel filmato, la cantante è sola e quasi completamente al buio, con indosso una felpa nera con il cappuccio. Dalla sua bocca escono parole di grande effetto, contro qualsiasi forma di giudizio e pregiudizio e, mentre parla, si spoglia molto lentamente per poi immergersi nell’acqua. Billie si scaglia, quindi, contro quelle persone che giudicano gli altri in base alle apparenze, alle forme del corpo o a cosa indossano. La giovane artista risponde, insomma, a chi la critica per il modo in cui si veste e per il suo corpo, lei che in passato ha confessato le sue insicurezze riguardo al suo fisico, iniziate sin da bambina. Lo scopo di questo video è anche quello di mandare un messaggio a tutte le ragazze che devono vedersela quotidianamente con i pregiudizi, perché la gente non si giudica dalla taglia o da cosa indossa.
Yasmine Boukhal
