I vulcani

Da poco tempo si è sentito parlare del ritorno in attività dell’Etna, di Vulcano e di Stromboli in Sicilia: i gas emessi sott’acqua da quest’ultimi hanno reso lattiginoso il mare in alcune aree, in particolare però sull’Etna l’eruzione è al momento poco esplosiva (e ha creato una altissima colonna non di fumo, ma di vapore). Ma come possiamo parlare noi di vulcani, senza prima avere una spiegazione di cosa siano in realtà e di come si formino? Ecco perché quest’articolo è stato redatto al fine di fornire maggiori informazioni a tutti coloro i quali sono interessati alla formazione di questi immense sopraelevature della crosta terrestre.

I vulcani vengono definiti come spaccature della crosta terrestre da cui fuoriesce magma. Il magma viene definito come roccia fusa mescolata a gas e vapori proveniente dalla zona più profonda della crosta e della zona superiore del mantello ovvero tra i 15-100 km di profondità. Esso si forma a particolari condizione chimiche e fisiche dove piccoli volumi di materiali si fondono parzialmente e risalgono verso l’alto formano masse di magma che traboccano o sul fondo degli oceani o sulla crosta di un continente costituendo la cosiddetta camera magmatica.

Tale processo dura centinaia migliaia di anni e dalla seguente eruzione del vulcano ne scaturiscono tre differenti prodotti:
Le lave: fluidi ad alte temperature (magma) che cedono i gas all’atmosfera e solidificano formando il cosiddetto l’edificio vulcanico;
I piroclastiti: frammenti di pareti del condotto vulcanico che vengono trascinati fuori dai gas e che ricadono sulle pendici del vulcano In base alle dimensioni di questi ultimi poi si possono dividere i prodotti di scarto dell’eruzione in base alle dimensioni e individuare ceneri, lapilli e le cosiddette bombe vulcaniche, riferendoci a blocchi che arrivano addirittura a pesare 10 tonnellate
Gas e vapori: rappresentano le emissioni aeriformi costituite per il 70-95% da anidride carbonica e per il restante da zolfo, cloro e azoto.

I vulcani vengono principalmente classificati in base alle loro attività, alla fuoriuscita del magma e alla tipologia di eruzione che lo caratterizza. Parlando dele attività, i vulcani possono essere suddivisi in attivi, spenti o quiescenti: 
vulcani attivi: sono quelli che emettono lava in modo costante o periodicamente;
vulcani spenti o estinti: sono quelli che manifestano più alcuna attività vulcanica da un migliaio d’anni;
vulcani quiescenti: sono quelli che pur non eruttando hanno al loro interno attività vulcanica.

Inoltre il magma risiedente all’interno dei vulcani può differenziarsi in acido, basico o neutro a seconda della presenza di silicati, i quali insieme alla quantità di gas presenti all’interno dei vulcani ne influenzano il tipo di eruzione vulcanica, la quale può essere effusiva o esplosiva.

Le eruzioni effusive si verificano in caso di magma basico, quindi più scorrevole: l’eruzione è piuttosto tranquilla e la lava incandescente va a depositarsi suo lati del vulcano dando origine alla colata lavica. Alle eruzioni effusive appartengo quelle di tipo islandese e hawaiano. In quella islandese lava molto fluida proveniente dalle fessure origina grandi espansioni di basalto chiamati plateau dove la lava incandescente si raffredda bruscamente e si riveste di crosta vetrosa. In quella di tipo hawaiano anche qui la lava si espande per molte aree e dà origine alla liberazione di piccole quantità di gas e vapori chiamate fontane di lava.

Le eruzioni esplosive si verificano in caso di magma acido, che essendo poco scorrevole, dà origine ad una vera e propria esplosione di materiali che vengono scaraventati all’esterno del cratere formando dense nubi di rocce sbriciolate chiamate nubi ardenti per poi collassare e formare le colate piroclastiche.

Ad esse appartengano le eruzioni di tipo:
stromboliano: magma poco viscoso genera un’attività leggermente esplosiva. Il magma ristagna nel cratere dove solidifica e forma una crosta solida al di sotto della quale continuano a liberarsi gas. Dopo circa un’ora la pressione cresce e la crosta salta dando origine a una modesta esplosione caratterizzata dalla presenza di brandelli di lava che solidificano e assumono una forma affusolata(bombe).
vulcaniano: il magma viscoso genera mediante meccanismo uguale a quello stromboliano un’esplosione violentissima.
-pliniano: magma molto viscoso genera esplosioni violentissime nelle quali i gas e i vapori fuoriescono verso l’alto a una velocità di 30 km generando una grande nuvola dalla quale ricadono poi su ampia area grandi quantità di lava vetrificata sotto forma di pomici.
peleano: un’eruzione con magma ad altissima viscosità ma temperature relativamente basse. La lava spinta fuori dal condotto si solidifica e forma cupole o torri di qualche centinaio di metri mentre dalla base sfuggono nuvole ardenti.
idromagmatico: eruzione esplosiva dovuta l’interazione tra magma e acqua. Quest’ultima una volta passata allo stato aeriforme genera enormi pressioni facendo saltare l’intera colonna di rocce aprendo un condotto verso l’esterno. Dalla base di tale colonna si genera un onda d urto concentrica che dà origine a nuvola di vapore e materiali solidi chiamati base-urge.

Ultimo particolare che ci permette di attuare una distinzione tra le varie tipologie di vulcani presente sulla crostra terrestre corrisponde al metodo di fuoriuscita della lava dal vulcano.

A seconda di come il magma risale in superficie del magma distinguiamo:
i vulcani lineari: il magma risale tramite spaccature che penetrano nell’interno della Terra. Essi si trovano solitamente in corrispondenza delle dorsali oceaniche e si formano mediante eruzioni islandesi.

i vulcani centrali: sono quelli comunemente conosciuti formati da un cratere che rappresenta l’apertura in superficie, il cono vulcanico formato da strati di lava solidificata e piroclastiti e il camino vulcanico che mette in comunicazione l’edificio esterno e l’area di alimentazione e infine la camera magmatica ovvero l’area di alimentazione dove avviene l’attività vulcanica. A loro volta a seconda dell’edificio vulcanico si dividono in:
·Vulcani a scudo: sono edifici larghi, con fianchi poco ripidi e alla sommità una ampia depressione chiamata caldera originatosi dalla crollo dello del tetto della camera magmatica. Essi si formano da eruzioni di tipo hawaiano.
·Vulcani a strato: sono vulcani a forma di cono costituiti dall’alternanza si colate di lava e materiali piroclastici eruttati durante l’esplosione. Essi si possono originare da eruzioni di tipo stromboliano, vulcaniano e pliniano.

Vincenzo Di Gregorio

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