Virginia Woolf

Virginia Woolf fu una delle principali figure nell’ambito della letteratura del XX secolo, nonché una grande attivista che si batté per la parità di diritti tra i sessi, fornendo un grande contributo in tal senso tenendo due letture all’università di Cambridge nel 1929, che furono poi riunite con il nome di “Una stanza tutta per sè”.

Nacque a Londra nel 1882 nella famiglia Stephen e ricevette un’ottima educazione umanistica grazie a lezioni private e la possibilità di accedere alla grandissima libreria paterna. La morte della madre, avvenuta nel 1895 quando l’autrice aveva solo tredici anni, fu per lei un duro colpo, tant’è che fu la causa scatenante dei suoi attacchi nervosi. Nel 1910, insieme alla sorella Vanessa, fondò il “Bloomsbury Group”, una delle più importanti avanguardie della Londra del XX secolo e che fu frequentata da personaggi di grande rilievo, occupando un ruolo centrale fino agli anni Trenta del Novecento. Nel 1912 si sposò con Leonard Woolf e nel 1915 uscì il suo primo romanzo, “The Voyage Out”, seguito da un tentativo di suicidio.

La sua opera più famosa è “Mrs Dalloway”, un romanzo in cui adopera molte tecniche del modernismo e si approccia ad una nuova tecnica narrativa. La storia, ambientata in una giornata, racconta le vicende di Clarissa Dalloway, moglie di un membro del parlamento dalla mentalità conservatrice, che deve organizzare una festa in cui sarà presente anche il primo ministro. Per questo motivo si dirige da un fioraio per cercare delle decorazioni floreali con cui abbellire la casa.
Mentre si trova all’interno del negozio, un improvviso rumore proveniente dall’esterno concentra l’attenzione sulla strada. In questo contesto vengono presentati altri due personaggi importanti, Septimus Warren Smith, un giovane poeta sulla trentina ex veterano che soffre di un disturbo post traumatico legato alla perdita del suo migliore amico durante la guerra e che è incline al suicidio, e la moglie Lucrezia. Clarissa, tornando a casa, si fa prendere dai ricordi della sua giovinezza e incontra l’uomo di cui era stata precedentemente innamorata, Peter Walsh. La storia si conclude con la festa a casa di Clarissa, in cui si riuniscono tutti i personaggi a cui la protagonista aveva pensato e si viene a sapere che Septimus si è suicidato. Fra Septimus e Clarissa, anche se non si incontreranno mai, c’è una certa affinità, due esistenze turbate dalla struttura sociale e oppresse dalla vita. Pensieri di morte affiorano in tutti e due, l’uomo pensa a Evans, il suo migliore amico morto in guerra, la donna alla morte della sorella. Questi sentimenti li lasceranno alla fine con la morte di Septimus e l’accettazione della vita da parte di Clarissa.

Giulia Messina

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