La mattina del 24 Febbraio 2022 il mondo intero è sconvolto dalla notizia dell’invasione russa dell’Ucraina, dopo mesi di incontri, mediazione e minacce il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dato ordine di invadere la vicina Ucraina.

La storia dell’Ucraina e della Russia da secoli sono intrecciate tra loro ma le due nazioni, e i due popoli, conservano caratteristiche diverse tra loro.
Sin dal medioevo l’Ucraina fu punto di incontro di popoli europei e, grazie alla sua prosperità, fu considerato a lungo il “granaio d’Europa” attirando le mire espansionistiche del nascente impero russo.
Fu con l’ascesa di Caterina di Russia come zarina che l’Ucraina venne sottomessa al potere russo: vennero proibite pubblicazioni in ucraino e manifestazioni della cultura ucraina.
Grazie alla Prima Guerra Mondiale, approfittando della debolezza del potere imperiale gli ucraini riuscirono a rendersi indipendenti dal potere russo ma, con la rivoluzione bolscevica, nel 1922 entrò a far parte dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
Inizialmente l’ingresso nell’Unione Sovietica non dispiacque al popolo Ucraino ma Stalin impose l’egemonia Russa nell’Unione sopprimendo ogni forma di autonomia delle repubbliche della federazione al punto che quando i tedeschi invasero l’ucraina vennero visti come liberatori dall’oppressione sovietica.
Il 24 agosto 1991 l’Ucraina ottenne l’indipendenza e divenne uno stato sovrano che lentamente cercava di istaurare un governo democratico ed autonomo. Inizialmente i rapporti con la Russia furono fondamentali per l’economia e la politica del paese e per circa vent’anni al potere vi furono governi filo-russi.

La popolazione era spaccata tra chi vedeva la Russia come alleato e chi vedeva la Russia come nemico puntando ad un avvicinamento con la NATO e l’Unione Europea.
Nel 2013 il governo filo-russo bocciò un importante patto commerciale con l’Europa scatenando rivolte e proteste a cui il governo rispose con il sangue.
Nel 2014 il governo fu costretto alle dimissioni e venne formato un nuovo governo filo-europeo. Il nuovo governo non piacque al Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che rispose con l’occupazione della Crimea e del Donbass, i cui abitanti sono etnicamente russi.
L’invasione portò ad una ferma reazione dell’Ucraina e dell’Occidente scatenando una guerra civile nei territori occupati che tra il 2014 e il 2015 causò circa 13 mila morti. Con gli accordi di Minsk, siglati da tutte le parti belligeranti, si affermò che i territori occupati erano ucraini ma che avrebbero dovuto avere maggiore autonomia ma i conflitti continuarono.

Il 21 febbraio 2022 Putin decise di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk inviando truppe. Dopo qualche giorno mobilitò le truppe che da mesi circondavano l’Ucraina per esercitazioni militari iniziando l’invasione e marciando verso Kiev (Kyiv in ucraino), capitale del paese.
Putin annunciò che la sua era una missione speciale per proteggere il Donbass e demilitarizzare il paese. Nel suo discorso Putin denuncia come storicamente l’Ucraina sia sempre stata parte della Russia e che essa sia soltanto uno errore di Lenin che, con la nascita dell’Unione Sovietica, tolse territori alla Russia per creare un nuovo stato.
La guerra-lampo di Putin ha però fallito, l’Ucraina sta opponendo maggior resistenza all’invasione e la capitale sotto assedio non ha intenzione di cadere. L’Occidente si è mosso supportando con beni di prima necessità e armi il paese invaso che, non essendo parte della NATO e dell’Unione Europea, non gode dei principi di mutua assistenza militare con i paesi occidentali.

L’Occidente è cauto per varie ragioni: sia perché sa che un ingresso del conflitto costituirebbe l’escalation su scala mondiale del conflitto sia perché la Russia è un’importante partner energetico per l’Europa.
Mentre Sagunto brucia Roma discute scriveva Tito Livio circa l’attacco cartaginese a Sagunto, alleata di Roma. Mentre l’Ucraina resiste l’Occidente discute: sarà la Polonia della terza guerra mondiale o l’angelo sacrificale per la pace?

Galinews denuncia ogni forma di guerra e di conflitto schierandosi per la pace. Esprime la propria solidarietà al popolo ucraino e auspica per una soluzione diplomatica al conflitto.
Di Giancarlo Altieri
