Oggi, 24 gennaio 2022, presso Palazzo Montecitorio a Roma, sede della Camera dei Deputati, hanno inizio le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Il nuovo Presidente, per essere eletto, necessita una maggioranza qualificata dei 2/3 dei grandi elettori (Senatori, Deputati e 58 delegati regionali) ai primi quattro scrutini o la semplice maggioranza assoluta del 50%+1 agli scrutini successivi. Dopodiché, dopo aver prestato giuramento davanti al Parlamento, si ritroverà a guidare una Nazione dilaniata dalla crisi economica, nel mezzo di una pandemia e con una politica in un equilibrio molto precario ad un anno dalle nuove elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento.
Chi sarà colui che personificherà l’unità dello Stato ancora non lo sappiamo, se sarà la persona giusta lo potremo sapere solo fra sette anni, al termine del suo mandato.
In attesa di sapere chi sarà il futuro inquilino del Quirinale, possiamo ripercorrere i sette anni appena trascorsi sotto la guida del Presidente Sergio Mattarella.
Sergio Mattarella, giurista e politico italiano nato a Palermo nel 1942, fratello di Piersanti Mattarella, ucciso dalla mafia durante il suo mandato di Presidente della Regione siciliana, venne eletto come 12° Presidente della Repubblica italiana il 31 gennaio 2015 e ha prestato giuramento il successivo 3 febbraio.
Il suo nome è frutto di un’ampia coalizione (ottenne 665 voti, pari a quasi 2/3 dei grandi elettori), formatasi dopo alcuni scrutini andati a vuoto che avevano suscitato i timori di quanto accaduto nel 2013, quando i partiti furono incapaci di trovare un nuovo nome per il Quirinale e rielessero il Presidente uscente Giorgio Napolitano (dimissionario a gennaio 2015).
Sin dall’inizio del suo mandato, Mattarella si ritrovò ad affrontare una situazione difficile: la coalizione di governo non era compatta, la legge elettorale venne rimaneggiata più volte e la crisi economica era ancora forte.
Ricorderemo Sergio Mattarella per la sua pacatezza, come anche per la sua perseveranza e per la sua umanità.

Ricorderemo tutti, ad esempio, l’umanità del Presidente Mattarella che, profondamente commosso, dava i suoi abbracci alla popolazione del centro Italia dopo le scosse di terremoto che nel 2016 causarono morti e distruzione.
Ricorderemo anche la sua perseveranza. Le elezioni politiche del 2018 portarono ad una difficile situazione politica: l’assenza di una maggioranza non permise la creazione di un governo. Il Presidente Mattarella incaricò i Presidenti delle due Camere di ricercare una possibile maggioranza ma il traguardo di un nuovo governo era ancora lontano. A maggio, dopo oltre un mese di consultazioni, grazie al dialogo tra Lega e Movimento 5 Stelle viene proposto il nome del professor Giuseppe Conte come nuovo capo del governo. Mattarella si mostrò contrario circa la nomina del ministro dell’economia. Tale atto suscitò l’indignazione di alcune forze politiche che proposero di mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica, il quale nel frattempo diede all’economista Carlo Cottarelli l’incarico di creare un nuovo governo tecnico in attesa di nuovo elezioni nella primavera del 2019, ma l’economista rimise il mandato nelle mani del Presidente. Grazie ad un continuo dialogo, il 23 maggio 2018 Giuseppe Conte prestò giuramento come Presidente del Consiglio dei Ministri dando all’Italia un governo frutto dell’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Lega.

L’Italia aveva così un governo che ben presto mostrò i propri limiti: nell’agosto 2019 la lega ritirò il suo appoggio al governo e Giuseppe Conte diede le dimissioni. Questa volta la situazione fu migliore e il 5 settembre Giuseppe Conte e il suo governo, sorretto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, prestarono giuramento.
Anche questa volta era una pace apparente: nel febbraio 2020 l’Italia venne investita dalla più grande crisi dal dopoguerra. Il Covid-19 arrivò in Italia facendo collassare il già precario sistema sanitario, causando morti e povertà. La situazione era difficile e il governo Conte Bis si ritrovò a dover prendere difficili decisioni. Fu proprio la gestione della pandemia, discussa nel bene e nel male dalla politica, a causare la ritirata del supporto al governo da Italia Viva, fondata da Matteo Renzi a seguito di una scissione nel PD, e la conseguente caduta del governo. In questa difficile situazione, in cui, ancora una volta, i partiti non trovavano un accordo, il Presidente Mattarella decise che l’Italia, sarebbe stata guidata da un governo di “unità nazionale” sorretto da più forze politiche e guidato da Mario Draghi, ex Presidente della Banca Centrale Europea. Il 13 febbraio 2021 il nuovo governo prestò giuramento.
Possiamo concludere, pertanto, che Sergio Mattarella fu un giusto arbitro della politica italiana, fu un essere umano e fu un amante della sua Patria (come dimenticare l’esultanza del Presidente dopo la vittoria degli Europei di calcio a Londra nel luglio 2021!).
Giancarlo Altieri – Studente di Medicina
