Il comunismo, è un’idea politica, nata da un principio filosofico che abolisce le differenze sociali basate sul censo, mirando ad una società tutta sullo stesso piano economico.
Essa tuttavia ha origini, ben più antiche, rispetto alla sua epoca di massima diffusione, infatti essa nasce assieme al socialismo nel settecento. La sua “diffusione”, avviene nell’epoca della Rivoluzione industriale, quando si ottiene una vera e propria concezione di capitale, e le differenze economiche tornano schiacciando i meno agiati.
Tuttavia il comunismo presenta delle falle, in particolare nella trasposizione di ciò che doveva essere in passato rispetto a ciò che è ora. Esso era originariamente confuso con il socialismo, un’altra idea politica molto simile al comunismo, in quanto mira all’abolizione delle classi sociali, tuttavia nel 1848, un manifesto di propaganda e informazione generale, di Marx ed Engels, definisce il socialismo una vera e propria utopia (in questo caso, quando un’aspirazione torica, non si può realizzare in maniera concreta), mentre il comunismo, come un “socialismo scientifico”, quindi basato su criteri e realizzabile.

Come detto in precedenza Karl Marx e Friedrich Engels, furono i principali teorici del comunismo ottocentesco, definito “marxista”. Tuttavia l’idea comunista venne plasmata più volte fino a raggiungere talvolta concetti per nulla vicino alle originarie idee del comunismo, naturalmente tra tutte queste “varianti”, riconosciamo quella più “veritiera”, come quella marxista.
Karl Heinrich Marx fu un filosofo, storico, economista, giornalista, politologo (politologia: scienza che studia la politica), sociologo e politico. Nella sua vita ebbe la possibilità di elaborare più volte concetti o sub-ideologie politiche, che erano però null’altro se non paragoni tra filosofie del passato, egli infatti “concluse”, questo vorticoso giro di idee, con la concezione del comunismo marxista, molto simile a ciò che desidera il comunismo per antonomasia, avvicinandosi anche all’idea di pensiero di Rousseau, un filosofo, scrittore e pedagogista( pedagogia: scienza che studia l’educazione e la formazione dell’uomo), egli era inoltre una figura di rilievo culturale nel settecento, con origini calviniste.
Il comunismo si diffuse nel mondo, in maniera concreta a partire dalla pubblicazione del libro “Manifesto del comunismo” il 28 febbraio del 1848, per opera di Karl Marx e Friedrich Engels, dove i due misero finalmente per iscritto una vera e propria concezione comunista, nella quale tutti si potevano immedesimare.

Il comunismo sbarcò in Italia con molta facilità, in quanto il popolo, in particolare i giovani, vedevano una rivoluzione definitiva in questo simbolo di uguaglianza. Infatti il 27 gennaio del 1921, venne fondato il Partito Comunista Italiano (PCI), ovviamente appartenente alla sinistra politica. Tuttavia si trovò in grave difficoltà quando nel periodo fascista venne ridotto alla clandestinità e al conseguente esilio.

Durante la Seconda Guerra Mondiale assunse un ruolo cardine della politica nazionale. Nel 1976, raggiunse il suo consenso massimo, diventando il primo partito italiano, che si scinse in seguito alla caduta del muro di Berlino, tra il 1989 e il 1991, divenendo: il patito socialdemocratico appartenente alla sinistra.
Tuttavia in molti paesi il comunismo è stato “frainteso” o per meglio dire rimodulato a convenienza, in maniera tale che lo stato potesse porre il popolo ad un livello si equo, ma anche equamente povero, realizzando quindi un sistema sociale ben diverso da “tutti uguali”, infatti esso non era altro che “molti poveri e alcuni ricchi”, poiché dove alcuni muoiono di fame, c’è chi vive nell’abbondanza.
Lucio Catalano
