L’INDIE ROCK DI GIRL IN RED

In questo periodo avremmo sentito tutti, almeno una volta, delle sue canzoni: “my girl, my girl, you will be my girl” vi dice qualcosa? Marie Ulven Ringheim è il vero nome di “girl in red”, la ragazza norvegese dai capelli rossi e con felpe oversize che con le sue “vibes” ha conquistato il mondo della musica di questo periodo. La sua può sembrare una musica allegra, ma i testi, profondi e significativi, riguardano temi molto delicati quali la sessualità, la salute mentale e le insicurezze del periodo adolescenziale; tutto ciò è ispirato all’esperienza di vita di questa ragazza.

Marie, nata nella città di Horten, a sud della Norvegia, è cresciuta con le sue sorelle e i genitori divorziati. Ha ricevuto la sua prima chitarra a tredici anni, come regalo di Natale da parte di suo nonno e tre anni più tardi suo padre le ha regalato un microfono Blue Yeti: Marie ha finalmente tutti gli strumenti per poter iniziare la sua carriera musicale. Cominciò a scrivere e registrare canzoni con il suo pc senza uscire dalla sua camera per un po’. Aveva diciotto anni quando debuttò con il suo primo singolo “i wanna be your girlfriend” pubblicato su SoundCloud come Lydia x, subito dopo cambiò questo nome d’arte in “girl in red”. Oggi questa canzone conta più di 180 milioni di riproduzioni su Spotify ed è stato classificato nono nella lista “The 68 Best Songs of 2018” sul The New York Times. 

Girl in red non si ferma: ha continuato ad avere successo con “we fell in love in october” “girls” “4am” “summer depression” e molte altre come “Kate’s not here” colonna sonora del film “The turning” “La casa del male”. 

Nel marzo del 2019 ha accompagnato Conan Gray nel suo tour nazionale nel Nord America, e anche la cantante Clairo. Un mese dopo ha inizio il suo “World in Red” tour esibendosi in Nordamerica ed Europa. Ha chiuso il 2020 con “Two queens in a king sized bed”, una tra le tante canzoni dedicate a una ragazza. Riguardo ciò Marie ha voluto precisare la sua identità sessuale, in un post dice: “Non mi piace la parola lesbica riferita alla mia identità sessuale. Il modo in cui ci identifichiamo è un tema importante, sia socialmente che personalmente, e io in un’intervista ho spiegato che la parola lesbica non mi piace come modo per parlare di me stessa. Mi sento più a mio agio ad identificarmi come queer o gay.”

Nel 2021 il suo lavoro continua con la pubblicazione dell’album “If I Could Make It Go Quiet” dove noteremo lo zampino di Finneas, il fratello di Billie Eilish, nella movimentata ma profonda canzone “Serotonin”. Infatti la ragazza dimostra di non sentirsi a proprio agio nella propria pelle, ha in mente cose serie, persino mortali. E queste cose spaventose secondo lei sono dovute alla mancanza di un certo ormone, l’ormone della felicità, la serotonina: questi testi sono in effetti un riflesso del suo stato mentale realistico.

“Girl in red” adesso, come molti altri giovani cantanti, cercano di sensibilizzare il mondo intero su questi temi, dimostrandosi vulnerabili ma allo stesso tempo capaci di trovare la forza di andare avanti superando gli ostacoli della complessa età dell’adolescenza. 

Yasmine Boukhalfa

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