La Ferrari approda nella moda

L’Italia è considerata un punto di riferimento per la moda in tutto il mondo, non a caso Milano viene chiamata la “capitale della moda”. Invidiati, ammirati e talvolta copiati, i nostri brand sono una certezza che non vacilla mai, diventati iconici con le loro caratteristiche principali: la trama dorata di Versace, il “rosso Valentino”, la classe senza tempo di Armani o la stravaganza delle sfilate Gucci. Ma al nostro patrimonio di stile si è adesso aggiunto un altro nome tricolore, rinomato in un diverso campo, che affidatosi alla guida dell’ex direttore creativo di Armani ha fatto il suo debutto a Maranello: nasce così Ferrari style, che punta a diventare un brand luxury a 360°.

Con una passerella trasformata in pista automobilistica con semafori e macchine ai lati, Rocco Iannone presenta la sua collezione che mescola lo streetwear alla haute couture, creando una sfilata che lascia a bocca aperta. I colori dominanti non potevano che essere il famoso rosso Ferrari e una tonalità di giallo che si trova anche nello sfondo del simbolo della marca, il giallo di Modena. Queste sfumature dipingono le gonne, i dettagli delle borse e delle scarpe e ovviamente la scritta “Ferrari” a carattericubitali stampata nelle camicie. Per riprendere le origini dell’azienda, il tema automobilistico non si rivede soltanto nell’ambientazione, ma è intrinseco degli abiti: le cinture assomigliano alle cinture di sicurezza delle auto, i cappotti riprendono quelli indossati dallo staff della Rossa ai box e le stampe hanno il tipico carattere sportivo che tutti amano. Nonostante questi richiami, però, la collezione punta adallontanarsi da ogni significato di merchandising legato alle corsee vuole anche distaccarsi da qualsiasi tipo di etichetta: la sfilata infatti viene definita fluida, senza stagionalità né distinzione tra capi maschili e femminili. Il risultato è un insieme di elementi unici che formano il nuovo guardaroba contemporaneo.

È impossibile però non rilevare una certa somiglianza con la sfilata di Tommy Hilfiger del 2018, che per primo ha presentato i suoi modelli in una pista di formula 1, portando lo streetwearautomobilistico all’attenzione dell’alta moda. Le peculiarità sono molte, dalle auto ai lati della passerella alle cinture che riprendono quelle di sicurezza, dalle stampe sportive sulle gonne agli shorts sotto le giacche oversize.

Il giudizio dato dalla stampa, comunque, è più che positivo. Il brand è riuscito a superare il pregiudizio che aleggiava nell’aria, secondo il quale la sfilata avrebbe presentato un aggiornamento della bigotta filosofia di “donne e motori” e di “competizione senza fine”, ma rimane ancora un interrogativo: riuscirà a sopravvivere in questo mondo luccicante o si tratta solo di una stella cometa? Per il momento il nuovo marchio griffato con il Cavallino Rampante ha fatto breccia nel cuore della moda, che già lo annovera tra i migliori del rinnovato panorama italiano, dandogli un semaforo verde d’inizio da ricordare.

Alice Trombino

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