Il mondo della moda è sempre stato ammirato in tutto il mondo per lo spiraglio di luce che emana in qualsiasi situazione: bellezza, sfarzo e meraviglia sono solo pochi degli aggettivi che si associano ad una sfilata, soprattutto nel periodo della haute couture, dominata dai giganti di Parigi e di Milano, che sceglie come sfondi per le passerelle i luoghi più belli del mondo. La moda è il mezzo attraverso la quale una persona può esprimersi pur rimanendo in silenzio. Ma se nell’era moderna questo mondo è diventato alla portata di tutti attraverso i social media, come ha fatto lo splendore ad arrivare nei cuori delle persone in un momento in cui si comunicava attraverso le cornette delle cabine telefoniche? Grazie all’immenso potere di Vogue, ecco come.
La famosa rivista di moda, la bibbia degli appassionati, è nata in America nel 1892 ma è approdata a Milano solo nel 1965. Per i primi anni di vita, Vogue Italia è sempre stata messa da parte e oscurata dai suoi fratelli Vogue Us e Vogue Paris fino a quando a prendere le redini non è stata Franca Sozzani. Franca ha totalmente rivoluzionato Vogue Italia fino a farlo diventare il colosso che è adesso. L’aspetto autoritario e serio che aveva la rivista prima che lei subentrasse non le si addiceva: non accettava le copertine tutte uguali, le solite pose canonizzate e le costrizioni e costruzioni imposte alle modelle. Sin dal suo primo numero, nel luglio del 1988, ha dimostrato di voler cambiare le cose, mettendo in primo piano solo una modella, su sfondo bianco, senza trucco ne acconciatura, che guarda dritto negli occhi dell’osservatore.

Franca rompe lo schema.
Proclama una rivendicazione della fotografia, dell’arte, del messaggio. Da quel momento in poi i servizi e le foto racconteranno una storia. Sotto la sua guida l’edizione italiana di Vogue fa il giro del mondo, distinguendosi non solo per l’originalità nel campo della moda, ma per il forte carattere artistico e sociale che assume la rivista.
I numeri più iconici sono usciti sotto la sua direzione. Una delle prime rivoluzioni che ha attuato la Sozzani riguarda l’inclusione delle modelle: in un momento in cui le top di colore a solcare le passerelle erano poche e discriminate, la redattrice progetta uno dei numeri più memorabili del giornalismo di moda, il famoso “Black Issue” del 2008. L’edizione è composta da più copertine in cui primeggiano solo donne dalla pelle scura: modelle, politiche, artiste, regine che operavano in ogni campo ma che venivano messe in ombra dal razzismo.

Appare evidente che ormai Vogue aveva smesso di essere solo una vetrina di vestiti, diventando anche un mezzo attraverso il quale si presentano i problemi della società coperti da un velo di splendore e bellezza, utilizzando servizi fotografici che assumono una nuova densità figurale ed espressiva. Nel luglio 2005, infatti, esce il servizio intitolato “Makeover Madness”, dove si denuncia l’abuso e la glamourizzazione della chirurgia plastica in cui le foto parlano da sé: sotto un profilo artistico, viene presentato uno dei problemi della società moderna. Allo stesso modo, nel luglio 2007 il servizio “Cleansing” mostrava le modelle in riabilitazione, nell’algido ambiente degli ospedali, o emulava le foto dei paparazzi che in quegli anni riempivano le pagine dei gossip.


Vogue Italia va al passo con gli eventi contemporanei, senza isolarsi o chiudere gli occhi di fronte alle difficoltà del mondo moderno e gli stilisti sono i primi a voler far parte della rivoluzione. Ognuno dei numeri pubblicati, di accusa o non, sono caratterizzati da straordinari capi d’abbigliamento realizzati appositamente dalle più grandi case di moda del pianeta.
Si può dichiarare senza ombra di dubbio che la brillante Franca Sozzani ha indetto un tornado di cambiamento che non ha intaccato solo l’Italia, ma tutto il mondo, trascinando con sé artisti, fotografi, stilisti e modelle che si sono impegnati al massimo per attuare una rivoluzione già nell’aria da tempo. Ha dimostrato che la moda non è un mondo futile e superficiale, ma che ha la capacità di cambiare la realtà e di donare speranza e determinazione alle persone che non si fermano all’apparenza, ma si addentrano in un universo che coinvolge tutti noi.
Alice Trombino

molto interessante, io faccio la collezione di Vogue!!
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