Prossima destinazione: Algeria!

Sono convinta che il bello della vita sia avere la possibilità di trascorrere diversi giorni in luoghi diversi da quello in cui abitualmente trascorriamo le nostre giornate. Basta anche solo spostarsi in una città vicina per passeggiare, visitarne i monumenti, scoprirne la bellezza. Insomma, tra le tante cose che mi piace fare c’è anche viaggiare, avventurarmi, scoprire cosa si cela dietro il mondo. Mondo attualmente affetto da un pandemia che ci ha impedito, in questi due anni, di cimentarci in nuovi viaggi. In questo articolo parleremo dell’Algeria, un paese molto vicino a noi…forse non ce ne rendiamo conto, ma la sua cultura, insieme a quella araba in generale, è molto vicina alla nostra! Scopriamo i dettagli insieme.
L’Algeria (الجزائر ,al-Jazāʾir-) è una repubblica indipendente dal 1962 e da allora è cresciuta sempre di più sia nel settore del turismo che dell’industria leggera. La cultura algerina è stata fortemente influenzata da quella islamica così come dalla passata dominazione francese. La sua bandiera (adottata ufficialmente il 3 luglio 1962), ha un grande significato: ha due strisce verticali, una verde ed una bianca, con al centro una stella rossa e una mezzaluna (i simboli dell’Islam). Il colore bianco simboleggia la pace e la purezza, il verde prosperità e la ricchezza del Paese e il rosso simboleggia il sangue dei martiri della rivoluzione per la liberazione.

L’Islam è la religione predominante (98%), il resto della popolazione è diviso tra cattolici ed ebrei. La lingua ufficiale è l’arabo, parlato dalla maggioranza della popolazione; dal 2016 il tamazight è la seconda lingua ufficiale. Il francese, invece, ha influenzato molto il dialetto arabo. E riguardo al cinema e all’arte?
Per quanto concerne il cinema algerino possiamo dire che ha ricevuto apprezzamenti significativi. Tra questi il film vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes, “Cronaca degli anni di brace”, diretto da Mohammed Lakhda-Hamina. Un altro film algerino degno di nota è “Days of Glory” del 2006, di Rachid Bouchareb, che è riuscito a ottenere una nomination all’Oscar nel 2007.
Un altro film importante è “La battaglia di Algeri”, un film storico di guerra italo-algerino del 1966, scritto e diretto da Gillo Pontecorvo e interpretato da Jean Martin e Saadi Yacef. Si basa sulle imprese compiute dai ribelli durante la guerra d’Algeria (1954-1962) contro il governo francese in Nord Africa. La colonna sonora del film è stata composta da Ennio Morricone.

Se parliamo di arte dobbiamo assolutamente nominare Mohammed Racim, un artista algerino esperto in calligrafia araba, fondatore della scuola algerina e della pittura in miniatura che esiste ancora oggi. Le sue opere sono esposte ad Algeri, Parigi, al Cairo, a Roma e a Vienna.

Scopriamo invece quali sono i monumenti più importanti.

Maqam Echahid: è il “santuario del martire”, simbolo dell’indipendenza algerina. Costruito nel 1982 e inaugurato quattro anni dopo per celebrare il ventesimo anniversario dell’indipendenza del paese, si tratta di un imponente colonna di cemento che si staglia sull’azzurro del cielo africano.

Emir Abdelkader: una moschea costruita a Costantina nel 1994.

Basilica di Sant’Agostino: sorge ad Annaba e si ispira allo stile neomoresco e neobizantino. Non è solo un edificio di culto ma un vero e proprio luogo di incontro, in cui l’appartenenza a diversi universi culturali non è elemento di separazione, ma piuttosto di celebrazione di valori e interessi condivisi!

Moschea di Abdelhamid Ben Badis: si trova ad Oran ed è stata inaugurata nel 2015.
Un posto altrettanto importante è il porto di Chiffalo, la “Cefalù dell’Algeria”! Nella seconda metà del XIX secolo molti pescatori siciliani, spinti dalla fame e dalla miseria, usavano spingersi verso le coste settentrionali dell’Africa in cerca della pesca miracolosa. Quando trovavano un luogo adatto alle loro esigenze si fermavano per la stagione e ritornavano in Sicilia quando i loro barili erano carichi di pesce. Un giorno alcuni di loro, provenienti da Cefalù, decisero di stabilirsi in cerca di una vita migliore sulla costa algerina a 50 km circa ad ovest di Algeri. Fu così che nel 1872 nacque il piccolo villaggio di pescatori che chiamarono “Cifalò” (divenuto in francese “Chiffalo”). Vi costruirono anche un porto e una scuola.

E per concludere parliamo della cucina.

Come piatti tipici, in Algeria, abbiamo cuscus e tajine (ragù di carne o pesce). Gli algerini mangiano molto pesce, pomodori, spezie e olio d’oliva. La chorba, invece, è una zuppa solitamente consumata dopo ilRamadan o al calar del sole durante le giornate del mese di digiuno.

In Algeria si mangiano anche molti dolci come:

Qalb el louz: a base di mandorle, miele e acqua di fiori d’arancio.

Makrout: fatto con acqua di fiori d’arancio e cannella.

Qtayef: è una specie di dolce raviolo ripieno di crema o noci, ed è come una frittella ripiegata!

Yasmine Boukhalfa

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