Friedrich Nietzsche è sicuramente uno dei filosofi più rivoluzionari della storia contemporanea; da lui nasce la teoria della “morte di Dio” ma anche il concetto di “superuomo” che tanto farà discutere nella prima metà del ‘900. Nietzsche viene erroneamente considerato da molti come il teorico del nazionalsocialismo (nazismo) e di tutte le forme politiche totalitarie, quando in realtà le sue erano delle semplici intuizioni filosofiche da non prendere come esempio in campo politico, come egli stesso afferma. Il filosofo, però, non si fece cogliere impreparato e sapeva già che molte sue teorie o pensieri sarebbero stati travisati e manipolati e che, posti nelle mani sbagliate, avrebbero portato ad una profonda crisi. Egli stesso si definì in “Ecce homo” come “dinamite”: “Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme – una crisi quale non si era mai vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza. Io non sono un uomo, sono dinamite.”

Con il termine dinamite Nietzsche attribuisce al suo nome, o meglio alla sua figura, l’appellativo di un oggetto in grado di distruggere tutto ciò che ha attorno e questo è un po’ quello che fa il filosofo in questione: essendo il più grande maestro del sospetto, come egli stesso afferma, non vi fu un sospetto più profondo del suo, e dunque, rendendo tutto oggetto del sospetto con il suo metodo critico-storico-genealogico, riusciva a mettere in luce le origini, il contesto storico e anche la contingenza della morale, nonché dei valori cristiani su cui si basava l’intera storia dell’umanità. Nietzsche voleva portare luce su quei valori precostituiti che avevano per secoli privato l’uomo di godersi a pieno la vita, che lo avevano privato del piacere e della gioia e che non gli avevano concesso di affermare la vita e quindi di coglierne la tragicità. Come evidente sin dalla sua giovinezza, Nietzsche fu un uomo che, seppur tormentato dalla sua malattia, cercò sempre di affermare la vita con tutto ciò che questa comportava: per lui qualsiasi tipo di via di fuga dalla realtà andava condannata. Infatti, definì Shopenhauer un codardo, in quanto propinava come soluzione alla vita dolorosa che ci è capitata, l’ascesi, ossia una negazione di questo mondo e dunque della volontà di vivere; era anche, e inevitabilmente, contro a quanto affermato da Platone, poiché fu proprio a causa sua che gli uomini idealizzarono un “altro mondo” in cui riversare il senso della vita. Per non parlare di Dio, il quale era visto come il nemico della vita, poiché l’autore delle calunnie in questo mondo e delle menzogne nell’aldilà. Insomma, sicuramente Nietzsche non ebbe paura di esprimere dei concetti allora considerati forse troppo duri e impensabili: nonostante esistesse l’ateismo per il filosofo, questo non era un ateismo “vero”; gli atei dell’’800 non erano veri, poiché al posto di adorare il Dio dei cristiani, avevano altri “sostituti idolatrici” ossia dei surrogati delle divinità del passato, come lo stato, l’umanità, la scienza. Nietzsche, infatti, proponeva un ateismo radicale, un ateismo che rifiutasse i surrogati e che promuovesse l’atto di nascita del superuomo.

Il superuomo per Nietzsche era un modello di uomo “nuovo”, non avendo nel passato alcun essere similare e dunque inevitabilmente proiettato nel futuro. Il superuomo sarebbe stato in grado di creare nuovi valori proprio riuscendo a superare gli uomini del passato che si lasciavano schiacciare dal peso dei valori e della morale. Questa fu sicuramente una delle idee, del nostro “amico dinamite”, che più venne presa in considerazione da Hitler per la formulazione del suo regime: il superuomo era “l’eccezione superiore” al gregge di inferiori, attraverso cui il filosofo espresse le sue idee anti-democratiche e anti-egualitarie sul piano FILOSOFICO. Ovviamente, come tutti i grandi della storia, sulla sua figura aleggiarono numerose critiche e numerose “diffamazioni” proprio a causa delle idee che tornarono utili alla mente deviata di Adolf Hitler, il quale estrapolò dalle sue opere e dai suoi frammenti quelle frasi o quelle posizioni che potevano dare forza ai suoi discorsi sulla sopraffazione e sulla dominazione. Per molti anni si pensò che Nietzsche fosse stato il padre del pensiero nazista, quando in realtà il suo fu semplicemente un pensiero rivoluzionario sul piano ideologico. Secondo il mio parere, ciò che il filosofo voleva mettere in atto non era una rivoluzione sociale o politica, bensì una rivoluzione delle coscienze: ciò che Nietzsche invitava a fare, ieri ma ancora oggi, non era mettere in luce il superuomo schiacciando la massa inferiore di “ultimi uomini”, ma voleva che gli uomini si rendessero conto che la morale e i valori cristiani altro non sono che il volere di pochi nella mente e nel cuore di molti. Nietzsche aveva come obiettivo, nel momento stesso in cui si definì dinamite, di smuovere le coscienze degli uomini per poterli rendere non solo “liberi da”, ma anche e soprattutto “liberi di”.
Eleonora Auteri
