In Sicilia c’è sempre stata, e tuttora c’è, una visione retrograda della donna. Ne è prova la storia di una straordinaria donna, Franca Viola.
Quando aveva 17 anni, nel 26 Dicembre del 1965, Filippo Melodia il suo ex fidanzato, nipote di un capoclan locale, insieme a 13 ragazzi armati, devastò la casa della giovane, picchiò la madre e rapì Franca e suo fratello Mariano, rilasciato dopo poche ore. La ragazza trascorse sette giorni confinata in un casolare e, in seguito, in casa della sorella dell’ex fidanzato. Passò queste settimane al digiuno, umiliata, in uno stato di semi-coscienza e fu violentata da Filippo Melodia. Il 2 Gennaio venne finalmente individuata dalla polizia.

Filippo Melodia era certo che tutte le accuse a suo carico sarebbero crollate grazie al matrimonio riparatore, previsto dal codice penale, che prevedeva che per il colpevole di violenza carnale avrebbe estinto il proprio crimine rendendosi disponibile a prendere in moglie la vittima.
È qui che la storia di Franca Viola, e quella di tutte le donne, cambierà. La donna decise di opporsi al matrimonio riparatore, contro tutti, la mafia, lo stato e la società patriarcale e scelse di dichiararsi “svergognata”.
Il pubblico ministero chiese 22 anni di carcere per Melodia ma alla fine fu condannato solo a 11 anni perché le “usanze” furono considerate una scusante. Due anni dopo aver scontato la pena, Filippo Melodia fu ucciso. La donna, invece, si sposò ed ebbe due figli. Il matrimonio riparatore e il delitto d’onore sono stati aboliti solo il 5 settembre 1981.

Questa storia serve a ricordarci che i diritti che abbiamo noi donne oggi sono stati raggiunti un passo dopo l’altro, grazie a donne forti come Franca Viola, grazie ai loro sacrifici, alle loro angosce. Siamo ancora lontani da una vera parità di genere ma credo che passo dopo passo, lottando come Franca Viola e altre donne come lei, arriveremo a questo traguardo.
“Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”
Franca Viola
Adelaide Zerbo
