Palermo, città dai mille colori, profumi e stili diversi, luogo di incontro e scontro di numerose civiltà accumunate dalla voglia di potere, grazie a questa fiorente città sul mare. Da sempre, Palermo è stata calpestata da popolazioni differenti tra loro, dai fenici ai greci, dai romani agli arabi, dai normanni agli spagnoli: proprio a causa di questo miscuglio di culture, tradizioni e lingue diverse Palermo può vantare un patrimonio culturale non indifferente. Passeggiando per il centro storico possiamo notare i più disparati stili architettonici, legati ai popoli sopracitati, che ci raccontano storie differenti e senza eguali.
I palermitani si sentono legati al mare, perché Palermo ha il mare a tre passi dal centro storico e perché il mare può essere raggiunto in pochi minuti. Non mancano i luoghi di svago, le belle spiagge, i locali, le discoteche e la modernità: è una città bella a 360° perché ogni suo scorcio ha qualcosa da raccontare. È una città che affascina e con un patrimonio culinario vastissimo che, ogni anno, attira migliaia di turisti pronti ad ammirare questa splendida città portuale. A Palermo è tutto bello, ma c’è una cosa, proprio piccola, che mi fa andare in bestia: i palermitani, non tutti ovviamente.

A parer mio siamo una delle città più belle di Italia, potremmo anche essere tra le più ricche per ciò che possediamo, però non sappiamo sfruttare questi elementi a nostro vantaggio; Palermo, infatti, nutre in sé parecchie “falle del sistema”: ci sono innumerevoli lavori edilizi da svolgere, ma nessuno si occupa di farlo; ci sono ponti pronti acrollare e nessuno interviene; ci sono strade sommerse dai rifiuti e dalle erbacce; ci sono muri imbrattati con scritte deplorevoli; c’è l’arte lasciata da parte e non valorizzata perché non ritenuta abbastanza importante; ci sono strade prive di illuminazione o con semafori non funzionanti che nessuno ripara; ci sono fogne otturate e tombini esplosi a cui tutti non fanno più caso; ci sono palazzi storici e siti di interesse culturale in stato di degrado; ci sono dei fossi enormi nelle strade che rendono difficoltosa la viabilità; il nostro porto, che potrebbe essere un punto di riferimento nel Mediterraneo, non viene valorizzato; i mezzi pubblici non bastano per soddisfare i bisogni dei cittadini; gli enti ospedalieri sono al collasso da prima del covid-19 e le strutture risultano troppo antiche e non funzionali; ci sono le strutture scolastiche, che dovrebbero formare i cittadini di domani, fatiscenti e poco attrezzate in termini di laboratori, carta igienica, saponi e, purtroppo, anche in termini di pulizia; i parchi o le villette in cui poter prendere una boccata d’aria sono, per lo più, mal curati con zone praticamente inaccessibili; industrie e piccole imprese non riescono ad andare avanti e sono costrette a chiudere i battenti, provocando disoccupazione su disoccupazione; le attrazioni turistiche non vengono valorizzate abbastanza e la manutenzione non viene eseguita adeguatamente; e ciò che più mi rattrista è la situazione sociale: vi è troppo “analfabetismo funzionale”, ossia l’incapacità di sapere usufruire correttamente e in modo produttivo della lettura e della scrittura, provocando un circolo vizioso di ignoranza senza fine; ci sono, dunque, numerosi danni nella nostra amata Palermo e i palermitani sembrano non farci caso. Ai palermitani sembra non importare delle condizioni in cui la città riversa, sembra quasi che il problema non sia nostro, come se fosse di competenza di un essere altro intervenire per il bene della nostra città. Quello che credo è che forse la zona rossa legata al covid-19 e tutti i danni che la città presenta, Palermo, o meglio i palermitani se li sono voluti, perché l’indole del palermitano è di essere testardo e menefreghista e questo mi arreca profonda amarezza.

Forse i cittadini di questa splendida città non vogliono tornare a vedere il mare, o a prendere un gelato per le strade soleggiate, o a fare compere, o a mangiare una pizza; forse Palermo vuole restare nello stato di degrado in cui si trova e questo perché le fa comodo. Abbiamo tra le mani un potere immenso e se una ragazza di diciotto anni riesce a coglierlo, mi chiedo, perché non possono coglierlo anche gli adulti o gli altri ragazzi a lei coetanei? Perché i palermitani stanno lasciando che la bellezza di questa città tramonti, invece di reagire e fare qualcosa? Come sempre, ho tante domande e poche risposte ma il mio monito è questo: non lamentiamoci quando le cose non vanno, perché il tempo che abbiamo impiegato lamentandoci ci sarebbe potuto servire per fare qualcosa. Alzatevi dalle sedie e iniziate a credere di più in questa città perché sono certa che possa offrire tanto, dobbiamo solo capire come.
Eleonora Auteri
