Airbus: Zero E

Il 21 settembre 2020, in un anno estremamente difficile per l’aviazione civile e per il settore del trasporto aereo, Airbus, la prima azienda produttrice di aerei civili al mondo e pioniera dell’innovazione aerea, lancia ZERO E: la prima linea di velivoli a zero emissione che è volta a rivoluzionare il mondo degli aeromobili.
Uno dei tre prototipi proposti da Airbus in occasione della presentazione sarà operativo nel 2035 e permetterà di viaggiare senza compromettere l’ambiente in modo irreversibile.
La tecnologia ad idrogeno impiegata infatti risulta essere più pulita di altri sistemi, dal momento che si tratta di una fonte rinnovabile.
Le stime dell’Air Transport Action Group risalenti al 2017 stimavano che il 12% delle emissioni di CO2 legate ai trasporti fossero imputabili agli aerei, questi dati tuttavia sono in continua crescita, entro il 2050 l’inquinamento dovuto al trasporto aereo potrebbe raggiungere il 25% dell’inquinamento globale dovuto ai combustibili fossili.

Ciò che accomuna i tre prototipi realizzati è la tecnologia alla base, ovvero la propulsione ad idrogeno. La scelta dell’idrogeno come fonte di carburante ha interessato il settore dei trasporti
già a partire dagli anni 50 quando la NASA lo ha utilizzato in forma liquida per alimentari i suoi missili.
In tempi più recenti i settori del trasporto urbano hanno sviluppato varie forme di propulsione ad idrogeno in automobili, autobus, treni e molto altro.


Le tecnologie dell’idrogeno che AIRBUS impiega nei suoi aeromobili sono principalmente 3:

  • Combustione dell’idrogeno attraverso turbine a gas modificate, qui l’idrogeno reagisce con
    l’ossigeno come fa attualmente il kerosene, avendo pero come scarto l’acqua e non una
    sostanza inquinante
  • Celle a combustione di idrogeno che convertono l’energia delle molecole in energia elettrica.
    L’energia elettrica aziona a sua volta un motore elettrico, anche questa volta la sostanza di
    scarto è acqua
  • La reazione di Sabatier, l’idrogeno reagisce con il CO2 e forma kerosene sintetico, con
    emissione di anidride carbonica che sarà pero pari a quella impiegata, perciò con un bilancio
    neutro.

Le tre tecnologie, tanto apparentemente complesse quanto efficienti sono strettamente complementari, e riescono a rendere efficiente al massimo questo velivolo ibrido.

Il lancio ha coinvolto 3 velivoli, tutti e tre chiamati ZERO E, che saranno sviluppati e studiati da team dei migliori esperti AIRBUS, fino a quando uno solo di questi verra realizzato nel 2035.
Due di questi presentano una fisionomia già presente nei nostri cieli, mentre il terzo è un prototipo innovativo sotto tutti i punti di vista.
Il primo prototipo è un ‘turbofan’, con capienza tra 120 e 200 passeggeri ed una autonomia di volo di oltre 2000 miglia nautiche. È alimentato da una turbina ad idrogeno.
Abbiamo poi un ‘turboprop’ che utilizza come suggerito dal nome una turboelica come propulsione, anche esso è alimentato dalla combustione di gas. Questo velivolo ha una autonomia di poco più di 1000 miglia nautiche, perciò rispetto al precedente dovrà essere preferito per viaggi più brevi.

Tra tutti il più interessante è senza subbio il Blended Wing Body, una vera e propria ‘ala volante’ in grado di trasportare intorno a 200 passeggeri e con autonomia di 2000nm.

La forma si rifà a MAVERIC (Model Aircraft for Validation and Experimentation of Robust Innovative Control), il primo prototipo di Blended Wing Body lanciato da Airbus già 1 anno fa. Questa tecnologia che unisce di fatto ala e fusoliera, oltre a ridurre il consumo di carburante permette l’immagazzinamento dell’idrogeno in modo più funzionale.
Sappiamo infatti che l’idrogeno oltre ai suoi numerosi aspetti positivi presenta alcune problematiche, come naturalmente il fatto che occupa una quantità di volume sensibilmente maggiore e che deve essere conservato ad una temperatura costante di -253°.

Dietro a tutto questo insieme ad AIRBUS c’è anche una delle più brillanti donne nell’ingegneria: Grazia Vittadini, laureata al Politecnico di Milano che per AIRBUS lavora dal 2002 e dal 1 maggio 2018 è diventata CTO, Chief Technlogy Officer. Si tratta di uno dei ruoli più prestigiosi all’interno dell’azienda, Grazia è inoltre l’unica donna al mondo a ricoprire un ruolo del genere.
In occasione del lancio in una intervista ha dichiarato
“Ciò che la crisi di questo periodo ci ha fatto capire è che la priorità assoluta non è solo la sicurezza, ma anche la salute, in un ambiente sano. Questo ci ha davvero motivati, non solo a confermare il nostro impegno, ma anche a riprometterai di portare sul mercato un prodotto a zero emissioni”.

L’azienda europea che dal 1969 si trova al vertice dell’aviazione si contraddistingue nell’innovazione, tra le sue fila non troviamo solo la linea zeroE, ma una serie di tantissimi altri progetti.
Per quanto riguarda l’emissione zero Airbus ha proposto anche una serie di velivoli elettrici tra cui l’ibrido E Fan X ed il velivolo Air Race E.
Nella stessa direzione si muovono molti altri programmi di Airbus come quelli sul volo autonomo e sull’Urban Air Mobility.

Giulia Petralia

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