L’importanza di mettersi in gioco

È ormai passato quasi un anno dall’inizio della crisi pandemica che ha radicalmente cambiato le nostre vite e le nostre abitudini.
Niente è più come prima, tutto ciò che eravamo meccanicamente soliti fare adesso avviene in maniera diversa.
Il mondo intero ha subito modifiche più o meno nette e moltissimi, per un motivo o per un altro, ne sono usciti in ginocchio.

E’ importante premettere che la crisi che incombe sulle nostre teste non dipende da noi, da noi dipende invece il modo di reagire alla crisi.
Generalmente nella vita le opzioni sono sempre due: o vinci o perdi; con le condizioni attuali è molto più probabile la seconda opzione ma con una buona dose di perseveranza (e fortuna) anche la prima diventa possibile.

Può capitare che la fortuna assuma una parte davvero decisiva: Zoom ha moltiplicato x6,23 il suo patrimonio netto in un anno; Amazon che ha tanto giovato del lockdown, in quanto è stato il canale principale per fare acquisti, lo ha raddoppiato.
Altre volte a fare la differenza è il talento, chiedere ad Avi Schiffmann, un 17enne americano che a gennaio 2020 -letteralmente ad inizio pandemia- ha progettato un sito che si occupa di monitorare le statistiche della diffusione del coronavirus nel mondo (30 milioni di utenti al giorno durante il periodo di lockdown) e ha rifiutato 8 milioni di dollari offerti per il suo sito lo scorso Maggio.

Avi Schiffmann

A seguito di un grande cambiamento c’è chi vede problemi e chi opportunità.
Se stai a piangerti addosso ti resta poco da fare se non raccogliere le lacrime versate. La capacità di saper reagire determina tutto, le disgrazie possono capitare a chiunque ma è il modo in cui vengono affrontate che ti colloca tra chi vince o tra chi perde.
Una caratteristica accomuna tutti i vincitori: essersi messi in gioco… e quale occasione migliore per farlo se non proprio adesso, mentre tutto il mondo sta cambiando?

Bisogna mettersi in gioco, anche se il contesto sembra avverso, anche se le opportunità per farlo sembrano poche e siamo costretti a casa. Piuttosto che guardare la tv, studia, leggi, pensa a modi in cui puoi rendere prolifico il tuo tempo, che non vuol dire (come molti erroneamente pensano) stare 24h/24 con la testa sui libri, significa ridurre i tempi morti ed ottimizzare la propria giornata.

Il tempo che abbiamo a disposizione è uguale per tutti, ma l’utilizzo che ne facciamo e la capacità di sapersi adattare a quello che ci succede intorno fanno la differenza: sta a noi decidere chi vogliamo essere.

Alberto La Rosa

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