31 maggio 1996, questa la data di uscita del primo numero del giornalino del Galilei. Ebbene sì, la storia del giornale della scuola risale a più di 20 anni fa! Purtroppo, il numero fu l’unico ad uscire in quel periodo con il nome de Il Galilei.
“Perché quello del 31 maggio fu il solo numero de Il Galilei?”
“Semplicemente perché allora la redazione era composta principalmente da ragazzi delle classi quinte che quell’anno avrebbero lasciato la scuola e l’anno dopo l’entusiasmo non sarebbe stato più lo stesso” così risponde Luigi Maniscalco, ex membro della redazione.
Ovviamente qualcosa è cambiato da allora, basti pensare al nome: da “Il Galilei” è diventato “Galinews”, oppure anche il semplice fatto che allora le copie erano cartacee mentre oggi è tutto sul sito del giornalino, su Instagram e su Facebook.
Tuttavia, possiamo anche notare come molti aspetti siano rimasti invariati: le interviste, i sondaggi e le categorie filosofia e attualità (ai tempi affidate rispettivamente a Claudio Cuccio e a Giorgia Bellomonte) certo non potevano mancare! Anche allora il giornalino era decorato con delle immagini disegnate prevalentemente dagli studenti.
Oggi, per esempio, le citazioni del giorno o i sondaggi sono pubblicati tramite Instagram e gli articoli grazie al sito del giornalino sono molto più vari e organizzati. Un altro elemento tutt’ora presente è l’ “Ipse Dixit”.

“Cosa vi ha spinto a dare vita al giornalino scolastico?”
“Be’, era un’idea che già stava iniziando a muoversi nelle menti di alcuni studenti per tenere aggiornati i ragazzi sulle ultime novità e per rendere l’intera scuola più unita e partecipe, ma prima bisognava sapere chi era a favore e chi no. Abbiamo così proposto un sondaggio a quanti più studenti possibile che poi è stato riportato nel numero finale e la maggior parte ha votato a favore”


Tra gli articoli di attualità di allora sono stati trattati la strage di Capaci del ‘92 e l’arresto di Brusca avvenuto circa una settimana prima della pubblicazione dell’articolo. La mafia allora aveva architettato una tragedia terribile e la cattura del responsabile permise a tutti gli italiani di tirare un sospiro di sollievo.
“Di che cosa ti occupavi nella redazione, Luigi? Hai scritto qualche articolo anche tu?”
“Io mi occupavo più che altro dell’impaginazione assieme ad altri ragazzi; in particolare ho cercato di ‘tappare’ alcuni buchi con dei disegni fatti da me. Amavo inoltre scrivere poesie e riportare storie sentite altrove sul mio diario, e quasi per caso è nato “l’Angolo dello Scrittore”: la poesia era mia, ma la storia sulla Luna me l’avevano raccontata degli amici durante una vacanza estiva.”
“Com’è stato far parte della redazione del giornalino?”
“Sicuramente è stato una novità, siamo stati seguiti da un professore che coordinava il gruppo, e siamo riusciti a portare a termine il Numero Unico poco prima della fine dell’anno scolastico. Per me era l’anno della maturità, e quindi non avrei comunque potuti partecipare ad un seguito l’anno successivo. Tra le principali difficoltà c’è stata quella di dover organizzare un progetto grafico da zero, l’impaginazione dei contenuti – con i software di allora – e l’individuazione di un metodo di stampa dai costi sostenibili per la scuola.

Una delle cose per me più divertenti è stato l’individuare, ridisegnare e ripassare a china tutte le vignette dei Peanuts che decorano il giornale (con somma gioia dei miei professori, dato che le disegnavo durante le ore scolastiche). È stata senz’altro un’esperienza emozionante che fa parte dei molti bei ricordi che ho di questa scuola”
Chiara Maniscalco
