Storia (molto) breve della frutta Martorana

La frutta Martorana è un dolce fine e raffinato, nato per idea delle monache di un monastero benedettino palermitano, intorno al 1100-1200. Il dolce, a base di zucchero e farina di mandorle, nella sua moltitudine di colori, entra da sempre nella casa dei palermitani il 2 novembre, per la festa dei fedeli defunti. Esso deve il nome “Frutta Martorana” alla chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (risalente al 1143), luogo di culto eretto nei pressi del vicino monastero benedettino di Santa Caterina, fondato proprio da Eloisa Martorana nel 1194.

Perché venne creata la Frutta Martorana?

Perché le monache del monastero, anziché raccogliere i frutti del giardino, idearono questo dolce costituito da:

-Zucchero

– Colorante alimentare

– Farina di mandorle

L’impasto di zucchero e farina di mandorle era modellato con delle formine, raffigurando una piccola parte o la metà di qualsiasi tipo di frutta (oggi esistono formine che non includono solo frutta). La frutta appena modellata veniva lasciata a riposare circa due giorni in uno spazio fresco ed umido. Successivamente, era dipinta con i colori della frutta che l’impasto rappresentava. 

Tutt’oggi il metodo di realizzazione della frutta Martorana non è variato ed essa è venduta non solo a Palermo ma in tutta Sicilia.

Andrea Bellomare

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