L’alimentazione, soprattutto in età adolescenziale, è di fondamentale importanza per una crescita corretta e uno stile di vita sano. Purtroppo, non tutti sanno quanto sia veramente importante essere informati su questo argomento: al giorno d’oggi un numero non indifferente di persone soffre di DCA, disturbi del comportamento alimentare. Ciò è dovuto dal fatto che nel periodo dell’adolescenza nascono insicurezze e percezioni spesso irrealistiche del proprio corpo: dal sentirsi grass*, gonf*, sproporzionat* per aver mangiato più del dovuto al saltare un pasto, dal digiunare per un giorno all’allenarsi per bruciare più velocemente i sensi di colpa. Questi sono tutti comportamenti e modi di pensare caratteristici di un individuo che soffre di DCA e presenta i sintomi del dismorfismo corporeo, ossia un disturbo proprio della fascia dei 12 ai 17 anni che può presentarsi in tutti i sessi.

Tra i disturbi alimentari più diffusi troviamo l’anoressia e la bulimia. Sintomi dell’anoressia sono un peso eccessivamente basso, la paura di ingrassare anche di poco, estrema preoccupazione del proprio aspetto fisico. Essa può comportare perdita di capelli, diminuzione di concentrazione e aumento di stress, amenorrea nelle donne e, nei casi più gravi, anche ansia e depressione. Chi è bulimico, invece, ricorre al vomito autoindotto o a periodi di digiuno alternati a intensa attività fisica; la bulimia comporta alterazioni dell’umore, stati d’ansia e di stress continui.
È stato dimostrato che il numero di persone con DCA è aumentato notevolmente negli ultimi anni a causa dei mass media, che propongono immagini di fisici “perfetti” e irraggiungibili: chi soffre di questi disturbi spesso non ha molta autostima di sé e vedere foto di modelle o modelli, a volte modificate tramite programmi appositi come Photoshop, con fisici scolpiti induce a paragonarsi agli altri e a non ritenersi abbastanza bell* o in forma.

I DCA non riguardano soltanto i problemi con il cibo ma hanno a che fare anche con la vita sociale: chi soffre di questi disturbi spesso evita di uscire o andare a feste di compleanno e cerimonie perché vuole evitare qualsiasi cosa abbia a che fare con il cibo. Queste persone si chiudono spesso in se stesse e la cosa peggiore è che non chiedono aiuto, forse perché si vergognano del loro comportamento, probabilmente perché sono veramente convinti di stare mangiando nelle giuste quantità e che non necessitano di alcun aiuto.
Secondo il nostro parere occorrerebbe parlare di più di questi argomenti, specie a scuola, perché tutti noi dovremmo essere informati su ciò che potrebbe accadere a chiunque (amici, compagni, familiari, noi stessi). Inoltre, l’educazione alimentare potrebbe ridurre significativamente la percentuale di persone che hanno problemi di alimentazione perché una grandissima parte di loro non sa che gravi patologie può comportare l’assenza di cibo, così come non sa quali grandi vantaggi ci possiamo permettere mangiando in modo sano ed equilibrato. Il cibo non dovrebbe MAI essere considerato un nemico da cui dobbiamo difenderci; al contrario, esso ci permettere di vivere la giornata con la giusta energia.

Ci piacerebbe molto introdurre nell’ambiente scolastico l’argomento come se fosse una materia vera e propria, nella speranza che tutti possano usufruire delle informazioni veicolate e non cadere vittime di questi disturbi.
Isabella Aleo, Silvio Ragona
