Il decreto “scuola 2020”, entrato in vigore il 9 Aprile 2020, descrive le diverse modalità dello svolgimento degli esami di stato e di terza media e sancisce l’obbligo della didattica a distanza.
Per quanto riguarda gli esami, ci sono due scenari: se si tornerà a scuola il 18 Maggio (sempre più difficile, come dichiarato dallo stesso comitato scientifico) o se per quest’ anno, invece, non si potrà tornare a scuola. L’esame di stato prevedrà una sola prova orale probabilmente online e l’esame di terza media verrà rimodulato con la sola presentazione di un elaborato da parte del candidato.
Per quanto riguarda la didattica a distanza riportiamo di seguito il decreto:
“In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione.”
La didattica a distanza, dunque, diventa un obbligo, un servizio che deve essere garantito a tutti gli studenti tramite gli strumenti informatici di cui i docenti dispongono, a differenza del DPCM 4 MARZO 2020 dove l’applicazione della didattica a distanza doveva essere attivata dai Dirigenti Scolastici come sotto citata:
“Secondo quanto disposto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 i Dirigenti Scolastici attivano, per la durata della sospensione, modalità di didattica a distanza, con particolare riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.”

La scuola pubblica deve essere garantita a tutti e già qua possiamo notare un netto divario tra le scuola che si sono attivate fin da subito e quelle che inizieranno ad attivarla dal 9 Aprile. Vista la gravità della situazione, credo che sia necessario un po’ di tempo per trasformare la DAD da possibilità a obbligo.
Per sopperire alla formazione di studenti e studentesse “di serie A” e studenti e studentesse “di serie B”, sono stati stanziati 85 milioni così distribuiti:
-5 per la formazione del personale scolastico
-10 per le piattaforme e le strumentazioni alle scuole
-70 per gli strumenti digitali e le connettività per i ragazzi.
Tutti e tre i punti sono fondamentali per il giusto funzionamento della DAD ma vorrei soffermarmi sul terzo: molti ragazzi, che non hanno a disposizione un apparecchio elettronico o hanno una scarsa connessione, sono rimasti indietro e continuano a rimanere indietro rispetto ai loro compagni e ai loro coetanei, magari solo perché i loro genitori non dispongono di un reddito abbastanza alto da poter acquistare per i loro figli un apparecchio elettronico. Con questo punto si dovrebbe garantire l’accesso alla scuola da parte di tutti gli studenti. Ma uso il condizionale perché la stessa ministra Azzolina ha dichiarato alla nota trasmissione “Che tempo che fa’” di Fabio Fazio: “Gli studenti saranno tutti ammessi perché non abbiamo la certezza matematica di essere arrivati al 100 per cento degli studenti con la didattica a distanza. Gli studenti che dovranno affrontare la maturità saranno ammessi ma non necessariamente promossi”.
Quindi, la scuola pubblica, che dovrebbe offrire a tutti i suoi studenti il medesimo grado di istruzione, fa preferenze. Non siamo neanche certi che gli studenti avranno le competenze minime per passare alla classe successiva, ma questa difficoltà forse sarà superata grazie un recupero degli argomenti a settembre.
Andrea Patinella
