“…e vissero felici e contenti.”

                        “La fiaba dei fratelli Grimm prende vita e stravolge Hollywood…
                                                      La Follia di Disney fa la storia.”

                                                                                                                              (Liberty Magazine, New York, 12 Febbraio 1938)

È il 21 dicembre 1937 e al Carthay Circle Theatre di New York viene proiettato per la prima volta Biancaneve e i Sette Nani, l’ultima fatica di Walt Disney.  Walt, già conosciuto e amato per Topolino e le Sinfonie Allegre, decide di spostarsi sul grande schermo realizzando il primo lungometraggio animato (in cel animation) della storia. Il pubblico va letteralmente in visibilio. Qualche mese dopo, il film arriva nei cinema e sbanca al botteghino, battendo tutti i record d’incassi. È iniziato un nuovo periodo per l’intrattenimento mondiale; è iniziata l’era Disney.

Ma come si spiega tutto questo successo? Quali sono gli elementi che hanno reso e rendono tutt’ora questo film un cult della storia del Cinema?

Iniziamo dal soggetto: Walt scelse la fiaba dei fratelli Grimm perché tutti all’epoca la conoscevano e ciò rendeva facile l’immedesimazione. Biancaneve era una scelta perfetta anche per i toni drammatici della storia e dei personaggi, una caratteristica molto apprezzata nei film dell’epoca. Inoltre, la semplicità della trama di una fiaba permetteva di inserire nelle scene innumerevoli gag senza che il film risultasse troppo pesante. Questa unione tra comicità e tragicità, un ossimoro all’apparenza, garantì il successo sia tra i “grandi” che tra i più piccoli.

Anche nel sistema dei personaggi troviamo questo dicotomia: Biancaneve, la strega Grimilde, il principe e il cacciatore rappresentano la componente drammatica del film e prendono parte a tutte le scene ricche di pathos; invece i Nani, fonte inesauribile di battute e sketch comici, alleggeriscono la tensione attraverso la loro goffa simpatia. 

Ciò si riflette maggiormente nello stile di disegno (e di animazione), semi-realistico nei primi, caricaturale e altamente espressivo nei secondi. Tuttavia i due stili non entrano mai in contrasto tra di loro ma si amalgamano e arricchiscono vicendevolmente (basti pensare alla magnifica scena del ballo di Biancaneve con i Nani). C’è anche da dire che questa sintesi ben riuscita fu il risultato di molti anni di produzione incerta in cui gli artisti al servizio di Disney provarono e sperimentarono diverse idee.

Questo non fu, però, l’unico ostacolo affrontato in quegli anni: i costi di produzione divennero insostenibili a un certo punto, raggiungendo la spropositata cifra di 1.500.000 dollari (ricordiamo che siamo nel periodo della Grande Depressione). Per di più, l’opinione pubblica non era convinta del progetto e si cominciò a parlare sempre più spesso della “Follia di Disney”, del noto autore di corti animati che voleva fare il passo più lungo della gamba. Ma Walt non demorse: ipotecò casa e usò i soldi affinché si potesse completare il suo film. In questi momenti si distinse la figura di Walt, un uomo pronto a rischiare tutto per realizzare i propri sogni.

Un altro ingrediente fondamentale è rappresentato dalla colonna sonora. Brani come Ehi Oh e Impara a fischiettare divennero dei classici tanto quanto il film stesso. Un evento particolare riguarda invece Il mio amore un dì verrà. Nel 1943 la band Ghetto Swingers realizzò una cover della canzone nel campo di concentramento di Theresienstadt e da allora rappresenta uno standard della musica jazz.

L’importanza di Biancaneve e i Sette Nani, pertanto, non si ferma alla sola arte cinematografica, ma la supera per diventare uno dei massimi riferimenti culturali del secolo scorso. Biancaneve non è solo la storia di una principessa che fugge dalla regina cattiva; non è nemmeno la storia di un film che ha rivoluzionato il cinema come lo conosciamo. Biancaneve è la storia di un uomo molto ambizioso che voleva stravolgere completamente l’epoca in cui viveva…e ci è riuscito. La Disney è tutt’oggi il brand più famoso al mondo ed è il colosso dell’intrattenimento mondiale. È ancora un punto di riferimento per molti di noi e continua a produrre film anno dopo anno, riuscendo ad appassionare ogni generazione dagli anni ‘30 a oggi. Biancaneve è la storia di un uomo che ce l’ha fatta e ha trascinato con sé il resto del mondo. Anche in questa fiaba c’è un lieto fine.


                                                                                                                       “…e vissero felici e contenti.”

Federico Enea