Diversità: malattia o cura degli uomini?

Penso che la cosa più eccitante, creativa e fiduciosa nell’azione umana sia precisamente il disaccordo, tra diverse opinioni del giusto, dell’ingiusto e così via. Nell’idea dell’armonia e del consenso universale c’è un odore davvero spiacevole di tendenze totalitarie, rendere tutti uniformi, rendere tutti uguali. Alla fine questa è un’idea mortale, perché se davvero ci fosse armonia e consenso, che bisogno ci sarebbe di tante persone sulla terra? Ne basterebbe una: lui o lei avrebbe tutta la saggezza, tutto ciò che è necessario, il bello,il buono, il saggio, la verità. Penso che si debba essere sia realisti che morali. Probabilmente dobbiamo considerare come incurabile la diversità del modo di esseri umani.

(Zygmunt Bauman, Intervista Rai News 21, 2003)

Forse è vero. La diversità a volte è un male, ci mette gli uni contro gli altri, ci divide e ci separa. Sarebbe bello vivere in un mondo dove tutti la pensano allo stesso modo, dove non c’è scambio di idee e di opinioni, perché tutti hanno lo stesso modo di pensare. Sarebbe bello un mondo dove non esistono dibattiti e dove tutti vanno d’accordo. Sarebbe bello un mondo senza diversità. Sarebbe bello, vero? Sarebbe bello? No! Senza diversità non esisterebbe l’individuo, non esisterebbe la personalità, non esisterebbe la creatività, la possibilità di arricchirsi, di crescere avendo dei modelli da seguire, e, crescendo, di accorgersi che nessuno di quei modelli ti rispecchia veramente. Ciò che è veramente bello è sapere che nessuno mai sarà uguale a noi, perché nessuno vivrà le nostre stesse esperienze e trarrà le stesse conclusioni. Nessuno mai la penserà esattamente come noi.

Siamo unici, anche se a volte mettiamo tutti le stesse scarpe, o ascoltiamo la stessa musica.  L’essere umano è un’animale socievole, che ha bisogno di vivere in comunità. Questo ci rende ciò che siamo: il confronto. Perché abbiamo bisogno di sentire un parere da parte di un amico? Perché c’è chi viene giudicato e chi giudica? Perché ci sono tanti membri nel Parlamento? Perché abbiamo sempre bisogno di sostegno per avvalorare la nostra opinione? Perché il confronto è importante, perché   ci spingiamo sempre oltre, vorremmo fare sempre meglio, vorremmo dimostrare che le cose in cui crediamo sono quelle giuste, che le cose per cui lottiamo sono importanti. Vorremmo dimostrare a tutti chi siamo: ecco perché il dibattito è la cosa più preziosa che abbiamo. Ci arricchisce, ci mette a contatto con gli ideali degli altri, e come diceva Einstein, solo gli stupidi non cambiano idea. Ci insegna cosa è il rispetto, ci insegna a lottare, ad argomentare. Ci rende più intelligenti, ci fa migliorare, amplia la nostra prospettiva sul mondo, ci fa collaborare, per trovare soluzioni che possano giovare a tutti, nonostante i pareri discordanti. Per ultimo ma non meno importante, il confronto con gli altri rompe quei muri invisibili, che non dividono, eppure sono i più difficili da abbattere: possono essere costruiti con i mattoni della paura del diverso, dell’emarginazione sociale, della negazione del modo di essere di chi ci circonda, possiamo persino costruirli intorno a noi stessi. La verità infondo è una, ma si può arrivare ad essa per strade diverse.  Le varie strade sono le nostre idee. La verità è ciò che ci rende felici. L’accettazione delle strade degli altri è ciò che ci rende uniti. L’esistenza stessa di varie strade è ciò che ci rende umani. Sta a noi decidere la nostra destinazione e il nostro percorso.

Luna Infantino

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